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TRACCE

Teatro Tordinona 3 Ottobre 2025

TRACCE

Regia di Davide Indagati 

di Davide Indagati 

con Giorgia Osimati e Riccardo Cecere 

 

Una tela bianca. Una ragazza. Un ricordo che cerca forma.
"TRACCE" è un viaggio teatrale intimo e visionario, dove la pittura, la parola e il gesto si intrecciano per dare voce a ciò che resta quando qualcuno se ne va.
Una giovane donna entra in scena per dipingere i propri ricordi, ma scopre che non è sola: un passante curioso la osserva, le parla, e finisce per diventare parte di quel disegno. Insieme, tra dialoghi brillanti, memorie scolorite e silenzi pieni di tutto, tentano di afferrare qualcosa di invisibile: la traccia di chi non c'è più, ma che ha lasciato un segno.
Lo spettacolo affronta, con delicatezza e ironia, il tema del suicidio e della perdita, trasformando il dolore in gesto creativo e presenza simbolica.
Non ci sono risposte facili, ma c'è spazio per la luce, anche nell’angolo più scuro della tela.
"Tracce" è un omaggio poetico a chi se n’è andato troppo presto, e un invito per chi resta: continuare a disegnare, anche quando le mani tremano.

ottobre 05, 2025
 

Seduta

Teatro Tordinona

21 settembre 2025 ore 18.30

SEDUTA

 di Laura De Marchi
regia di Giorgia Filanti
con la collaborazione di Camillo Ventola  

Laura De Marchi torna in scena in un nuovo capitolo intorno al tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione artistica: la ricerca della felicità.
Non andando più di moda i personaggi, però, ora bisogna fare lo stand-up, ci si deve raccontare senza maschere, in prima persona, con un microfono in mano e rigorosamente in piedi.
“Però per me è difficile fare la stand up, perché non sono molto brava a tenere un microfono in mano… ho poca esperienza!
Malpensanti… È che ho sempre usato il microfono ad archetto.
Per me è difficile fare la stand up, perché non so fare i doppi sensi… neanche con il microfono…
E, soprattutto, per me è difficile fare la stand, perché non riesco a stare in piedi per più di un’ora. Dopo un po’ mi fanno male i piedi!
Allora ho deciso di fare una seduta, con il pubblico!!”. (Laura De Marchi)
La riflessione tragicomica di una donna normale, con le sue inibizioni, i suoi fallimenti, le sue storie, le sue follie, i suoi non-sense… Il tutto raccontato in… seduta!

settembre 24, 2025
 

La casa

Teatro Tordinona

21 settembre 2025 ore 17.30

LA CASA 

da Natalia Ginzburg
con Luca Di Capua
regia Enoch Marrella

La casa di Natalia Ginzburg è un racconto che nasconde sotto la sua superficie narrativa un’intera geografia emotiva: desideri, nostalgie, conflitti quotidiani e intimità familiari. Diretto da Enoch Marrella, il monologo prende vita attraverso l’intensità e la delicatezza dell’interpretazione di Luca di Capua, che si fa corpo e voce di una donna – la narratrice – trascinando lo spettatore dentro un flusso di ricordi, frustrazioni e sogni domestici. Una casa cercata, desiderata, respinta, forse mai davvero trovata. Una tana. O forse un’illusione. Luca di Capua plasma ogni personaggio con sensibilità trasformista: la protagonista e suo marito, il cognato sapientone, la suocera ossessionata dai pavimenti, l’irresistibile Commendator Piave, venditore entusiasta di bagni con colonne d’alabastro nero. Tutti passano nel suo corpo, nella sua voce, in un gioco di maschere leggero e struggente. La regia di Enoch Marrella si muove sul filo della memoria, con un impianto scenico essenziale e poetico: pochi oggetti, un quotidiano accartocciato, e una sedia che diventa giardino, terrazzo, salotto o cortile. Il suono della città – Roma – accompagna il viaggio, insieme a tracce sonore originali che restituiscono la nostalgia di una generazione in bilico tra guerra e liberazione. “La casa” non è solo la ricerca di un’abitazione: è il racconto di cosa significa appartenere a un luogo, a una storia, a un amore difficile. È una riflessione ironica e profonda sul tempo che passa, sulle scelte che si rincorrono e su quelle che non si fanno mai.

“Ci viviamo come in una tana. Ci viviamo come una calza vecchia.”

Luca Di Capua Diplomato alla scuola di “teatroazione”, inizia le sue prime esperienze d’attore nel collettivo  The Pills e poi prenderà parte come protagonista ad una sit-com su Rai Due dal titolo “Zio Gianni”; ha lavorato in teatro con Filippo Gili, Giancarlo Nicoletti, Luca Ariano, Marco Ceccotti ed altri registi. Da diversi anni alterna l’attività di attore con l’attività d’insegnamento teatrale presso le scuole Giuseppe Lombardo Radice e Giuseppe Mazzini di Roma. Paolo calabresi dice di lui: “imprevedibile, caotico e carismatico”.

settembre 24, 2025
 

Vertebre

Spazio Rossellini 14 Settembre 2025

VERTEBRE

di Alessandra Cristiani e Silvia Lanzalone
ideazione, coreografia e danza Alessandra Cristiani
ideazione, musica e live electronics Silvia Lanzalone
disegno luci Livia Caputo
progetto scenico Emanuela Mentuccia
musica: nuova produzione CRM per il Festival ArteScienza 2025
danza: nuova produzione PinDoc per il Festival ArteScienza 2025 con il contributo del MIC e della Regione Siciliana

Vertebre come fulcro invisibile e mobile, origine di molteplici ramificazioni di un corpo che trova percorsi nello spazio fisico e interiore. Il corpo nasce, si scopre e si rivela, esprimendo verità soggettive, esperienze immaginarie, estensioni dell’anima. La naturale attitudine all’esplorare è guidata da un “anelito”, una “tensione verso…”, necessari alla vita. Musica e movimento si ascoltano, si inseguono, si intrecciano e si trasformano, dissolvendo il confine tra corpo e spazio e lasciando affiorare forme plastiche e sonore, in continua mutazione. Un’installazione interattiva segna la scena, l’azione coreutica e la forma musicale, mettendo in evidenza il percorso delle trasformazioni e il gesto sonoro espressivo che le distingue. La collaborazione artistica, tutta al femminile, è indirizzata alla produzione di uno spettacolo in cui danza, musica, luce e spazio trovano piena integrazione e coerenza.

ALESSANDRA CRISTIANI
Premio della critica come miglior attrice per il corto Un appartamento vuoto, regia Sara Masi e Francesco M. Mortati, al Film Festival di Stoccolma, 2024; Nomination Premio Ubu 2018 come migliore attrice o performer per gli spettacoli Clorofilla e Euforia; Premio Excelsoir come migliore attrice per il corto La foto, regia di Sara Masi,1997. Dal 1996 indaga il pensiero e la pratica del Butō. Crea e dirige con la compagnia Lios la Rassegna Internazionale di Danza Butō Trasform’azioni (2001-2011). Il progetto La fisica dell’anima. Francesca Stern Woodman vince il sostegno Scenari Indipendenti 2008. Lavora come solista e nella compagnia Habillé d’eau, Premio Ubu 2018 per lo spettacolo di danza Euforia.

SILVIA LANZALONE
Compositrice (Salerno 1970). Opere acusmatiche, elettroacustiche e audiovisuali, web-opere, strumenti aumentati, sculture sonore, installazioni musicali interattive e adattive. Ricercatrice presso il Centro Ricerche Musicali CRM di Roma dal 1998. Opere eseguite in festival internazionali, edite da Ars Publica, Taukay e Suvini Zerboni. Pubblicazioni con Utet Università, Computer Music Journal, Organized Sound e altre edizioni specialistiche. Ha tenuto seminari, masterclass e convegni presso Conservatori e altre istituzioni in Italia e all’estero. Docente di Composizione Musicale Elettroacustica presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Sito web: www.silvialanzalone.it

EMANUELA MENTUCCIA
Colleferro, 1969. Architetto e designer, è laureata “Cum Laude” all’Università “La Sapienza” di Roma – relatori C. Terzi e M. Lupone – con una tesi innovativa sull’architettura materiale e virtuale in cui luce, suono e materia ne sono i protagonisti. È da sempre alla ricerca di un “segno totale” che possa coniugare arte, architettura, cultura e tecnologia. Si occupa di allestimenti d’arte e della luce in ambito museale, in sedi istituzionali e culturali, in siti archeologici e monumentali di interesse straordinario. Lavora come progettista nel campo dell’architettura, della rigenerazione urbana e della valorizzazione dell’architettura del Novecento. Da anni affianca il CRM-Centro Ricerche Musicali di Roma. Collabora con compositori e artisti visivi.

 

settembre 20, 2025
 

Fringe Festival Premiazione


Il Fringe Festival è il più grande e prestigioso evento di arti performative al mondo, nato a Edimburgo nel 1947. Oggi, il movimento Fringe conta oltre 250 festival annuali, che si svolgono in tutto il mondo, da Australia e Stati Uniti a Asia ed Europa, celebrando la creatività e la libertà artistica senza confini. Il Fringe è famoso per la sua natura inclusiva e aperta, che offre a tutti gli artisti, emergenti o affermati, la possibilità di esibirsi senza complicati processi di selezione. Questo approccio permette di dare spazio a idee innovative e alla diversità culturale, creando esperienze uniche sia per gli artisti che per il pubblico. Ogni anno, il Fringe Roma Festival si unisce a questa tradizione, portando il teatro indipendente a Roma e dando voce a performance audaci e originali. Con una varietà di spettacoli che spaziano tra generi e stili, il festival si conferma come un punto di riferimento fondamentale per la scena culturale internazionale. Unisciti a noi e vivi l'emozione del teatro che sfida le convenzioni!
 
ROMA FRINGE STAFF
Direttore Artistico Fabio Galadini
Direttore Tecnico Marco Zordan
Fotografo Piero Tauro e Simona Albani
Communicazione Alibi Creativo
Ufficio Stampa Maya Amenduni

agosto 29, 2025
 

Venire meno

Teatro Vascello 28 luglio 2025

Venire Meno

Di e con Eleonora Bracci, Giulia Celletti, Marta Della Lucia, Camilla Ferrara
Consulenza artistica Andrea Cosentino Sarah Sammartino

Proveniente da Roma

con il sostegno di
Vestiti della vostra pelle 2024
Associazione Calpurnia
Spin Time Labs

“Voi avete mai finto l’orgasmo?”
Da questa domanda nasce “Venire Meno”, una scrittura ribelle e ironica sul tema della finzione dell’orgasmo femminile. E’ un fenomeno di cui spesso si parla tra amiche, in un paradossale meccanismo per cui può sembrare impossibile ribellarsi alla condizione di accondiscendenza e compiacimento, una “cultura del sacrificio” a cui siamo educate. In scena, quattro ragazze e un divano. Camilla non sa come affrontare le difficoltà con cui si scontra nei rapporti sessuali. Chiede, allora, alle sue amiche, di insegnarle l’infallibile arte del fingere. Tra posizioni assurde e studi basati su bravissime performer del sesso, le ragazze preparano Camilla all’incontro con il suo Luca. Nella cornice del gioco della finzione dell’orgasmo, si inserisce anche il gioco della finzione teatrale: le scene tra le quattro amiche vengono interrotte dalle quattro attrici in prova, che si interrogano sul tema, su tutto quello che nasconde e su come raccontarlo.
Fingere sarà la soluzione?

 

agosto 28, 2025
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Rainbow

Teatro Vascello 28 luglio 2025

Rainbow

Finalista Roma Fringe Festival 2025 Un ricordo si apre. E dentro, la guerra. Rainbow è un viaggio intimo e potente tra memoria e perdita, sogni inghiottiti dal mare, e uomini trasformati dalla paura. Un monologo tratto da una storia vera che scava, sussurra e infine colpisce. Perché anche nel buio più fitto, la voce della memoria può farsi luce. di e con Francesco Rivieccio

agosto 28, 2025
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Tanto Ormai

Teatro Vascello 28 Luglio 2025

Finale Roma Fringe Festival 2025

TANTO ORMAI

 Finalista Roma Fringe Festival 2025 Tre giovani amici. Una casa. La guerra fuori e dentro. In Tanto Ormai, le parole scivolano tra suoni lontani, paure non dette e slanci trattenuti. Un rifugio mentale e fisico dove l’ignavia diventa una scelta, e il possibile si scontra con l’impossibile. Un’opera cruda, poetica, necessaria. Perché a volte non si ha il coraggio di cambiare il mondo, ma si può ancora raccontarlo. di Damiano Lepri e Adriano Gardumi con Damiano Lepri, Luca Di Sessa è Jacopo Dragonetti regia Adriano Gardumi aiuto regia Mery Calamita Acqua Salata Produzioni collettivo dell’aspirapolvere 

agosto 28, 2025
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Ecuba

ECUBA – L’insostenibile sofferenza della consapevolezza

Domenica 6 luglio ore 21:00
Mausoleo di Cecilia Metella – Chiesa di San Nicola
#teatro
Centro Teatrale Artigiano
Da Euripide, versione di Marina Pizzi
Regia di Silvio Giordani
Musiche Francesco Verdinelli
Con Angiola BAGGI, Maria Cristina GIONTA, Luca NEGRONI, Emiliano OTTAVIANI



luglio 28, 2025
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Vivere di versi

VIVERE diVERSI – La bellezza non può morire

Giovedì 3 luglio ore 21:00
Mausoleo di Cecilia Metella – Chiesa di San Nicola
#teatro vocalist 
CDL- Spazio Madera
Da Omero, Joyce e Katherine Mansfield
Di e con Miriam PALMA
Musica e chitarra Nino GIANNOTTA



luglio 28, 2025
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Per la poesia infinita del creato

Per la poesia infinita del creato - Anima Mundi | ATTRAVERSAMENTI, la via Appia tra Pietra e Visione 2025

 martedì 1 luglio 2025
 ore 18,30
Area mausoleo Cecilia Metella / Chiesa di San Nicola (Castrum Caetani)


 #incontro #talk    “per la poesia infinita del creato”
 in dialogo con Guidalberto BORMOLINI (monaco) e Gabriele GUZZI (economista)

Mai l'economia è stata così centrale nella vita sociale, familiare, individuale come nell'attuale fase della civiltà. Parafrasando Karl Polanyi, è l'intera società ad essere incorporata nel meccanismo della sua stessa economia, trasformandosi in società di mercato. L'Economia quindi è divenuta una sfera autonoma che tende ad inglobare la stessa società che diviene “economica”, essendo le sue istituzioni essenziali il mercato ed il capitale.
Di contro assistiamo nella nostra società ad un ritorno di interesse e ad un forte desiderio di spiritualità. A questo riguardo l’antropologo Luis-Vincent Thomas afferma che: «Il fallimento di un mondo ipertecnicizzato genera un bisogno immenso di spiritualità». Ma questa ricerca non sempre è in continuità con le forme tradizionali. L’atteggiamento prevalente sembra fatto di maggiore individualismo e minore impatto comunitario: misticismo, ascesi, meditazione vissuti esclusivamente come opzione personale.
Allora può la spiritualità dialogare con l’economia con l’obiettivo di comprendere quale sarà il “pensiero economico” del futuro?
Laddove vi è disponibilità a entrare nell’economia del dono, dell’amore e della cura, uscendo da dogmatismi e ideologie per cercare quell’afflato universale e antropologico, lì vi sarà possibilità di luoghi e spazi dove le persone troveranno ristoro, benessere e vita.

# performance  “Anima Mundi”
concerto per fisarmonica di e con Marcello FIORINI (musica)

Marcello Fiorini, fisarmonicista e compositore, vincitore di numerosi concorsi musicali nazionali e prestigiosi premi internazionali, ha sviluppato negli anni un originale ed emozionante linguaggio musicale che lo hanno portato a comporre ed interpretare musiche per il teatro, la danza e il cinema, unitamente a un’attività concertistica sia come solista che in formazione. Ha collaborato con artisti come Vladimir Derevianko, Laura Escalada Piazzolla, Pino Strabioli, Aurelio Gatti e la compagnia MDA Produzioni Danza, Cosimo Cinieri, Luis Bacalov, Gianni de Feo, Claudia Zaccari e Dominique Portier, Moni Ovadia, Michel Godard, Gianluca Maria Tavarelli, Simone Massi, Dario Ballantini. Il suo disco da solista dal titolo “Y” (MAP Editions) è stato premiato con l’Orpheus Award 2017 (Premio della critica) come miglior album e produzione per fisarmonica classica.
“ANIMA MUNDI”
La vita è continua e incessante creazione che nasce da un principio semplice, una forza compatta e unitaria da cui prendono forma le piante, gli animali, gli esseri umani e l’universo tutto. È da questo principio universale che è possibile comprendere la natura e accostarsi alla spiritualità più pura, semplice e vera.

Nascono così le composizioni di ANIMA MUNDI sui temi universali dell’armonia e della vitalità della natura e della sua totalità: ogni realtà, anche apparentemente inanimata, contiene una presenza spirituale collegata all'anima del tutto. La molteplicità di anime presenti nel mondo è l'Anima del mondo e all’uomo spetta coglierne l’intelligenza assopita e lo spirito divino.

luglio 13, 2025
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CONTROCORE

CONTROCORE | dom 29 giugno | ATTRAVERSAMENTI, la via Appia tra Pietra e Visione 2025


dom 29 giu 25
ore 21,00
Area mausoleo Cecilia Metella / Chiesa di San Nicola (Castrum Caetani)
# musica
 

Ecovanavoce
CONTROCORE
canzoni originali su versi di Mauro Marè e Vittorio Bodini
 musiche originali di Paolo FONTANA e Fabio LORENZI
 con Chiara Meschini voce |Paolo Fontana chitarra
Carlo Travierso sax soprano |Elèna Iliev viola da gamba contralto
Fabio Lorenzi viola da gamba basso  | Luigi Giuliani voce narrante

Ecovanavoce è una compagnia musicale con una prospettiva ampia che tende ad esaltare i legami che uniscono repertori diversi e lontani, spaziando tra musica antica, tradizione popolare e musica contemporanea originale.
Fondata da Paolo Fontana e Fabio Lorenzi ha iniziato la sua attività nel 2004, i suoi progetti hanno partecipato ad eventi nazionali ed internazionali.
Il percorso artistico compiuto da Ecovanavoce in venti anni di attività è stato sempre ispirato, nonostante le diverse declinazioni di ogni progetto, dalla musica antica. Dalle rielaborazioni di canzoni del primo seicento italiano e francese, passando per la tradizione italiana del Sud, arrivando fino alla canzone d’autore originale o liberamente tratta dalla poesia contemporanea.
Controcore prende il titolo dall’ultima raccolta di versi di Mauro Marè e propone canzoni originali sui versi di un poeta che ha spinto progressivamente la sua scrittura in dialetto verso una nuova lingua romanesca, capace di restituire alla parola le radici sensibili e profonde recise dalle convenzioni stilistiche, linguistiche e tematiche del “romanesco”.
Come per la la ricerca di una terra su cui con infinito ed eroico sforzo mettere radici, le canzoni su versi di Mauro Marè si intrecciano con la pratica di improvvisare o comporre melodie sopra un ground , un motivo di basso ripetuto, minimalista, ma di origine antica che prende il nome da danze popolari come la folia , il ruggiero , la bergamasca , il passamezzo antico e quello moderno , la passacaglia , la romanesca.

 

luglio 11, 2025
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PIRANDELLO. QUESTO, CODESTO E QUELLO

PIRANDELLO. QUESTO, CODESTO E QUELLO | sab 28 giugno | ATTRAVERSAMENTI, la via Appia tra Pietra e Visione 2025

sab 28 giu 25
ore 21,00
 Area mausoleo Cecilia Metella / Chiesa di San Nicola (Castrum Caetani)
# teatro
 

Agricantus
PIRANDELLO. QUESTO, CODESTO E QUELLO
 di Salvatore Ferlita e Sergio Vespertino
 musiche Virginia Maiorana
 scenografia di Mariano Brusca e Salvatore Scherma
con Sergio VESPERTINO 

 Luigi Pirandello era solito dare udienza ai fantasmi, a quelle presenze larvali che di tanto in tanto lo imploravano per ottenere cittadinanza letteraria, nella speranza di essere accolti nel canale di scorrimento della “presunta” vita vera. Erano i signori personaggi delle sue future novelle, ciascuno dei quali con una particolare miseria o lacerante aberrazione da far conoscere.  Ma se un giorno, a recarsi dal grande scrittore, fossero invece i personaggi noti delle sue novelle, delle commedie o dei romanzi? Quelli ormai di dominio pubblico, perché bene o male incontrati a scuola o nei teatri: se

fossero, dunque, loro i questuanti?  Venuti fuori dalle pagine, inopinatamente sbucati dalle tavole di un palcoscenico, sospinti insomma dal motore dell’insoddisfazione, stanchi della maschera finora indossata, adesso sono loro a chiedere all’autore conto e ragione, rinfacciandogli l’ignominia alla quale sono stati inchiodati, volendo a tutti i costi restituirgli la loro “croce”. E mentre il clima si fa arroventato e la vertigine si impossessa di tutti quanti, personaggi e autore compreso, i ruoli si ribaltano: è Pirandello stavolta a non poterne più, a volersi liberare dei legacci d’inchiostro e mentali che lo avvinghiano alle sue opere per mostrare, finalmente, il vero volto che gli appartiene, inusitato e sorprendente. Provando a immaginare, tracotanza delle tracotanze, una vita alternativa, uno spazio diverso, un altrove possibile non soltanto per le sue povere cavie, ma per se stesso, per tutti noi.

 

luglio 10, 2025
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ODISSEO SUPERSTAR

ODISSEO SUPERSTAR | dom 22 giugno | ATTRAVERSAMENTI, la via Appia tra Pietra e Visione 2025

dom 22 giu 25
 ore 21,00
 Area mausoleo Cecilia Metella / Chiesa di San Nicola (Castrum Caetani)
# teatro musicale

 TTR Il Teatro di Tato Russo - V.A.N. Verso Altre Narrazioni
 ODISSEO SUPERSTAR
 regia Collettivo V.A.N.
 con Andrea DI FALCO, Gabriele MANFREDI, Andrea PACELLI
 Gabriele RAMETTA, Pierantonio SAVO VALENTE

 Dopo il successo di “2021: Odissea nello spiazzo”, il Collettivo V.A.N. ricomincia la sua indagine sul mito di Omero seguendo la vita di Ulisse. L’eroe omerico diventerà il punto di
vista privilegiato per raccontare, in modo ironico, scanzonato e pure poetico, diverse storie della mitologia che lo vedono protagonista. Dalla sua nascita, la guerra di Troia, il suo  viaggio e il continuo della sua storia raccontata nell’inferno dantesco.
La storia di Ulisse diventa la base per una commedia musicale che unisce le tecniche del Tableau Vivant, della Commedia dell’Arte e del travestimento per viaggiare nella vita dell’eroe omerico, stimolando l’immaginazione dello spettatore.

Gli attori si travestono per divenire di volta in volta i diversi personaggi della narrazione o per restituire le ambientazioni della vicenda. I loro corpi, le loro voci, pochi semplici oggetti e delle persone disposte ad ascoltarli sono tutto ciò che occorre per accompagnare lo spettatore in un viaggio magico e irriverente al tempo stesso.
Grazie a riferimenti quali il Quartetto Cetra, i Monty Phyton, la Commedia dell’Arte, alcuni film classici italiani e la tradizione musicale della Disney questo progetto ha trovato la sua modalità espressiva in un contenitore straniante in cui pochi interpreti possono dar corpo a tutti i personaggi.

 

luglio 10, 2025
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LA FABBRICA DEGLI ANGELI SENZA TEMPO

LA FABBRICA DEGLI ANGELI SENZA TEMPO | dom 15 giugno | ATTRAVERSAMENTI, la via Appia tra Pietra e Visione 2025

domenica 15 giugno 20 ore 21,00
Mausoleo Cecilia Metella - Chiesa di San Nicola 

# teatrodanza
Obliquo - MDA Produzioni Danza
LA FABBRICA DEGLI ANGELI SENZA TEMPO
drammaturgia Brancaccio, Gatti
coreografia e regia Aurelio Gatti
con Lucia CINQUEGRANA, Elisa Carta CAROSI, Paola SARIBAS
e Mario BRANCACCIO 

Nel ‘600 Napoli era la città più grande e popolata d’Europa e “faceva” musica, tanta musica. Tra il Seicento e Settecento la gerarchia sociale poneva i musicisti al livello dei servi, costretti a lavorare per un tozzo di pane. A Napoli e in Italia, la maggior parte della gente viveva in stato di semi-schiavitù, assoggettata a gente straniera. Gli apprendisti delle botteghe musicali, come per l'arte figurativa, erano spesso gli autori reali delle musiche, mentre i compositori di successo, incaricati dai potenti di turno, supervisionavano il lavoro e questo spiega come un compositore riuscisse a comporre in poche settimane una mole immensa di musica. I copisti professionisti mettevano assieme opere con pezzi diversi, traendo temi e brani da materiale preesistente. Questa situazione era diffusa  in tutta Europa e come non c'erano geni in Italia, così non c'erano geni neppure in Europa… C'erano solo bravi artigiani e validi Maestri di bottega. L'idea del genio è tutta romantica. Nel Settecento è del tutto fuori luogo, mentre nell'Ottocento è frutto di fantasia.


Questo il contesto da cui si è partiti per la messa in scena di “La fabbrica degli ANGELI SENZA TEMPO”. Ci si è concentrati sul Barocco come tempo storico, come condizione esistenziale di un’ epoca che pone alla base una asimmetria fra tempo del mondo e tempo vissuto, tra il vuoto di prospettiva e l’attesa dell’occasione per il riscatto. Un tempo in cui l’idea di autonomia e di libertà  è mortificata e in cui l’imperativo è trovare le forme, i modi, la lingua, per convivere  con un potere che rende gli spazi di azione sempre più esigui e dove dunque è cruciale dotarsi di un codice espressivo e di comportamento che consenta di «salvarsi». Un momento storico attraversato da inquietudini e contraddizioni potenti con eccessi in tutti i campi, da quello artistico a quello scientifico, come nella vita sociale e quotidiana, determinando un diffuso senso di relativismo, di precarietà , di caducità, di morte.

Così Il fenomeno degli “evirati cantori” e tutto il mondo della castratio euphonica, aspetto singolare della scuola operistica napoletana, non può prescindere dalla sua epoca, in cui sacro e profano sconfinano 

nell’immaginario e curiosità, seduzione, sperimentazione diventano la miscela di una ricerca “vorace” di riscatto.

Il riscatto è il tema di questo danza teatro, attraverso la musica e le visioni dell’ormai vecchio maestro di musica Nicola Antonio Porpora, ennesimo protagonista dei fasti e dell’oblio di un’epoca tanto straordinaria quanto indifferente ai suoi numerosi artefici.   

luglio 09, 2025
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