AVAMPOSTO
BONELLI
programma
prima settimana
4 ottobre ore
11 e ore 16,30 (2 spettacoli)
MISSIONE
ROOSEVELT
Tony Clifton
Circus (Italia/Francia)
appuntamento
in UN LUOGO SEGRETO
ingresso
gratuito - PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Un’esperienza
urbana, una performance partecipata in cui il pubblico,accomodato su una sedia
a rotelle, si trasforma in un piccolo plotone, una gioiosa macchina da guerra
messa insieme da una delle compagnie più folli d’Europa
Il mantello di Loden
di Thomas Bernhard
a cura del collettivo Tavolo Cultura di Spin Time
un progetto di Francesco Villano
con Marco Cavalcoli, Altea Narici, Francesco Villano
sonorizzazione live Altea Narici
consulenza alla drammaturgia Sergio Lo Gatto
illustrazione e grafica Mariagiulia Colace
L’incasso della serata verrà devoluto interamente al
sostegno alla popolazione civile di Gaza, che riceverà una donazione tramite
l’associazione Gazzella OdV.
In un costante sostegno alle cause e alle urgenze di Spin Time,
mel 2019 Francesco Villano invitava Lino Musella e il musicista Marco Vidono
nella lettura scenica di Emigranti di Slawomir Mrozek;
nel 2024 lo affiancavano Mariangela Granelli e Dario Felli in una versione a
leggio musicata di Orgia di Pier Paolo Pasolini. Oggi Spin
Time ospita una terza lettura-concerto attorno al racconto Il mantello
di Loden di Thomas Bernhard, accanto a Marco Cavalcoli e al
violoncello di Altea Narici.
Note di regia
Francesco Villano
Seduto a un tavolo, un avvocato della Saggengasse ascolta un
altro uomo della Saggengasse parlare. Lo ascolta, ma ancor più lo guarda,
lo indaga, lo scava, trascrivendo su carta tutti i suoi pensieri: tutto quello
che serve per fare “un buon lavoro”. Per venti interi anni i due si sono
incrociati per strada, scrutandosi a vicenda, immaginando le rispettive vite,
notandosi senza mai riconoscersi. Questo è il primo e l’unico momento per
guardarsi in faccia.
L’incontro, però, è un non incontro. L’odissea di uno passa con
indifferenza accanto a quella dell’altro, in una desolante implosione di senso.
Nessuna storia si crea da questo incontro, non interviene alcun colpo di scena.
Nell’inseguire un climax che, come una apocalisse,
programmaticamente viene sottratto, i due si rubano sistematicamente il tempo,
la parola e l’identità. In questa anomala storia di fantasmi, il punto sembra
proprio essere non arrivare mai al punto.
Rispettando l’andamento linguistico e sintattattico e
la morfologia della lingua di Bernhard, abbiamo creato un diagramma dove far
risuonare la messa in voce di queste parole: una struttura piatta,
convenzionale, un respiro apparentemente appoggiato alla cronaca. «Si dice la
verità, ma non la verità». In una foresta di segni e rimandi, nessuno capirà
perché sia servita una così debordante narrazione. Se non perché noi siamo
fatti di logos.
Offriamo una “lettura-fiume” dove il ritmo e il suono
delle parole creano il senso del discorso e dove questa relazione di potere non
può invertirsi. Sperimentiamo un gioco fonetico che – al suono di un’indefinita
entità esterna dettata dal metronomo – si ripeterà solo due volte. Minime
variazioni, storture improvvisate che – tra verbo e parola – porteranno chi
assiste alla libertà di relazionarsi con una sorta di macchina parlante.
Nessun obbligo di fruizione integrale; immaginiamo
piuttosto l’attraversamento di una pinacoteca decadente e poco illuminata, un
museo che non rispetta una cronologia narrativa e che, anzi, propone di
invertarne di nuove, assecondando il ritmo e le sonorità, lasciando emergere e
scomparire immagini istantanee, entrando e uscendo liberamente dalla sala.
Doppio, affezione, perdizione
Sergio Lo Gatto
martedì 1 luglio
2025
ore 18,30
Area mausoleo Cecilia Metella / Chiesa di San Nicola (Castrum Caetani)
#incontro #talk “per la poesia infinita del
creato”
in dialogo con Guidalberto BORMOLINI (monaco) e Gabriele
GUZZI (economista)
Mai l'economia è stata
così centrale nella vita sociale, familiare, individuale come nell'attuale fase
della civiltà. Parafrasando Karl Polanyi, è l'intera società ad essere
incorporata nel meccanismo della sua stessa economia, trasformandosi in società
di mercato. L'Economia quindi è divenuta una sfera autonoma che tende ad
inglobare la stessa società che diviene “economica”, essendo le sue istituzioni
essenziali il mercato ed il capitale.
Di contro assistiamo nella nostra società ad un ritorno di interesse e ad un
forte desiderio di spiritualità. A questo riguardo l’antropologo Luis-Vincent
Thomas afferma che: «Il fallimento di un mondo ipertecnicizzato genera un
bisogno immenso di spiritualità». Ma questa ricerca non sempre è in continuità
con le forme tradizionali. L’atteggiamento prevalente sembra fatto di maggiore
individualismo e minore impatto comunitario: misticismo, ascesi, meditazione
vissuti esclusivamente come opzione personale.
Allora può la spiritualità dialogare con l’economia con l’obiettivo di
comprendere quale sarà il “pensiero economico” del futuro?
Laddove vi è disponibilità a entrare nell’economia del dono, dell’amore e della
cura, uscendo da dogmatismi e ideologie per cercare quell’afflato universale e
antropologico, lì vi sarà possibilità di luoghi e spazi dove le persone
troveranno ristoro, benessere e vita.
# performance “Anima
Mundi”
concerto per fisarmonica di e con Marcello FIORINI (musica)
Marcello Fiorini,
fisarmonicista e compositore, vincitore di numerosi concorsi musicali nazionali
e prestigiosi premi internazionali, ha sviluppato negli anni un originale ed
emozionante linguaggio musicale che lo hanno portato a comporre ed interpretare
musiche per il teatro, la danza e il cinema, unitamente a un’attività
concertistica sia come solista che in formazione. Ha collaborato con artisti
come Vladimir Derevianko, Laura Escalada Piazzolla, Pino Strabioli, Aurelio
Gatti e la compagnia MDA Produzioni Danza, Cosimo Cinieri, Luis Bacalov, Gianni
de Feo, Claudia Zaccari e Dominique Portier, Moni Ovadia, Michel Godard,
Gianluca Maria Tavarelli, Simone Massi, Dario Ballantini. Il suo disco da
solista dal titolo “Y” (MAP Editions) è stato premiato con l’Orpheus Award 2017
(Premio della critica) come miglior album e produzione per fisarmonica
classica.
“ANIMA MUNDI”
La vita è continua e incessante creazione che nasce da un principio semplice,
una forza compatta e unitaria da cui prendono forma le piante, gli animali, gli
esseri umani e l’universo tutto. È da questo principio universale che è
possibile comprendere la natura e accostarsi alla spiritualità più pura,
semplice e vera.
Nascono così le composizioni di ANIMA MUNDI sui temi universali dell’armonia e
della vitalità della natura e della sua totalità: ogni realtà, anche
apparentemente inanimata, contiene una presenza spirituale collegata all'anima
del tutto. La molteplicità di anime presenti nel mondo è l'Anima del mondo e
all’uomo spetta coglierne l’intelligenza assopita e lo spirito divino.
spettacolo/performance
TWITTERING MACHINE
di AdA collettivo informale per la scena
regia e installazioni video Loredana Antonelli
regia drammaturgia e interpretazione Pasquale Passaretti
music composer LadyMaru
assistente regia Elena Zagaglia
È venerdì. Un dipendente di una multinazionale, a causa di un tragico
imprevisto, è costretto a trattenersi oltre l’orario di chiusura dell’ufficio.
Questo evento inaspettato spinge il protagonista a riflettere sul senso delle
proprie azioni quotidiane: prendere il treno per andare al lavoro, bere un
caffè al bar della stazione, scorrere distrattamente un post di qualche social.
La perpetua replicazione di queste azioni banali si rivelano inaspettati
incubatori di crudeltà. L’individuo contemporaneo applica e subisce la
pratica del male in situazioni ritenute normali – tutto sembra lecito
perché tutto è normale. Twittering Machine replica l’assurdità della società
contemporanea inscenando una giornata-tipo di un dipendente-tipo, laddove il
tempo è uno spietato ingranaggio di una macchina inutile. Il progetto si
ispira al quadro di Paul Klee,
Die Zwitscher-Machine, l'opera ritrae quattro uccelli
stilizzati posati su un’esile struttura che cantano grazie all’azione
meccanica di una manovella. Da questa suggestione nasce Twittering
Machine, una performance multimediale tra musica, video e prosa.
Premio PimOff ’ per il Teatro Contemporaneo
Premio LMDP - Festival Internazionale di Teatro Arte e Nuove Tecnologie di
Kyber Teatro ‘22
con il sostegno di Lunarte
Trilogia_La questione
del linguaggio corporeo e l’arte di A.Mendieta, C.Cahun, S.Moon
Alessandra Cristiani
ANCORA | Angelo Mai | Teatro 2024_2025
Progetto e performance Alessandra
Cristiani | musiche originali Ivan Macera | musiche aggiuntive Alessandro
Cortini | luce Gianni Staropoli | produzione pindoc |
coproduzione Teatro Akropolis | con il sostegno di Orbita
Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza, dell’associazione Culturale
Le Decadi | con il contributo di Mic, Regione Siciliana | un
ringraziamento speciale alla compagnia DEHORS/AUDELA, allo spazio Gemma-scuola
del corpo
ALESSANDRA CRISTIANI
porta in scena un percorso performativo in tre tappe, ispirato all’arte di Ana
Mendieta, Claude Cahun, Suehiro Moon.
Dopo la Trilogia
dedicata a Schiele, Bacon e Rodin, nasce una nuova indagine: uno sguardo al
femminile sul corpo, l’identità e la rappresentazione.
Tappa I | 28
maggio | h 21 – Matrice da Mendieta
Tappa II | 29
maggio | h 21 – Lingua da Cahun
Tappa III | 30
maggio | h 21 – caduta la neve da Moon
L’ultima TRILOGIA di Alessandra
Cristiani è ispirata alla questione del linguaggio corporeo e l’arte
di A. Mendieta, C. Cahun, S.Moon. La passata Trilogia_La
questione del corpo e l’arte di E. Schiele, F. Bacon, A. Rodin può
considerarsi la madre, il campo magnetico dal quale dedurre un ulteriore
orizzonte, una rinnovata tensione al performativo. La questione del
linguaggio corporeo nell’arte di A. Mendieta, C. Cahun, S. Moon, è l’elemento
figlio, lo sguardo declinato al femminile gettato sul contemporaneo.
La corporeità indaga
criticamente il linguaggio d’arte come mezzo espressivo, sottopone a
interrogazione l’artificio, il congegno, la rete, il recinto. Quale è la
condizione, il passo familiare e l’inciampo, che meglio può convocare la
propria natura viva, identitaria? In che modo il misterioso radicamento carnale
legittima l’efficacia della rappresentazione? È possibile intercettare zone di
collasso e di confine nel transito percettivo tra la performance e la modalità
installativa? Quale è il luogo in cui stare? Quale è il corpo da stanare?
L’Ankoku Butō nell’immenso materiale di pensiero, pratiche e poetiche da lui
germinate, è a fondamento del percorso creativo per la capacità che ha di
rendere urgente e necessario dissentire dal codice.
ALESSANDRA CRISTIANI
Performer e danzatrice,
lavora come solista e stabilmente nella compagnia Habillé d’eau che vince il
Premio Ubu 2018 come miglior spettacolo di danza con Euforia. Dello
stesso anno la
Nomination Premio Ubu 2018 come migliore attrice o performer per gli
spettacoli Clorofilla e Euforia. Dal teatro di marca odiniana
(Teatro Potlach, Toni Cots, Jean Paul Denizon, Teatro de Los Andes, Nino Racco,
Naira Gonzales) approda alla danza attraverso una personale esplorazione del
training fisico dell’attore. Studia danza contemporanea con Moses Pendleton,
Giovanna Summo, Domenique Dupuy, Hervè Diasnas; Tecniche del mimo trasparente
con Hal Yamanouchi; Respiro e movimento con il trainer Giuseppe Ravì; Qi gong
con Solene Fiumani; Ideokinesis: Placement e Riposo Costruttivo con Ursula
Stricker,Yoga con Maddalena Gana. Nel 1997 riceve il Premio Excelsior come
migliore attrice per il corto La foto, per la regia di Sara Masi,
concludendo un primo ciclo di formazione nel teatro di ricerca.
Dal 1996 indaga il pensiero e la pratica dell’ankoku Butō (Masaki Iwana,
Akira Kasai, Akaji Maro, Tadashi Endo, Ko Murobushi, Yoko Muronoi, Hisako
Horikawa, Toru Iwashita, Daisuke Yoshimoto, Atsushi Takenouchi, Kohshou Nanami,
Yuko Kaseki, Yumiko Yoshioka), laureandosi in Metodologia e Critica dello
Spettacolo con la tesi sperimentale: Masaki Iwana e la tradizione del
“Buto Bianco”. “The Intensity of nothingness”: una metodologia della danza.
28 maggio | h 21 |
Matrice- da Ana Mendieta
Trilogia_la questione
del linguaggio corporeo e l’arte di A. Mendieta, C. Cahun, S.Moon
Progetto e performance Alessandra
Cristiani | suono Ivan Macera | Luce Gianni Staropoli | Immagine e video Alberto
Canu, | Cuore, opera dell’artista Mirna Manni |un ringraziamento speciale
a Lorenzo Letizia | Produzione pindoc | Coproduzione Teatro Akropolis,
Triangolo Scaleno Teatro | Con il sostegno Associazione Culturale Le Decadi,
Associazione Vera Stasi / Progetti per la Scena | Con il contributo
di Mic, Regione Siciliana
Matrice, ossia alla
foce di se stessi. Il corpo come Mater, condizione generativa e trasformativa.
Luogo attraversato e attraversabile, infinite le sue nature, indecifrabili i
suoi sigilli. Con pudore cerco la via per retrocedere alla sorgente, nella visione
di un corpo originario e salvifico, colmo e cavo, nell’utopia di una terra
lentissima e propizia. Cerco nella performance una strategia esistenziale, la
ritualità di un viaggio che possa ricongiungermi a un innato sapere percettivo,
all’innesco delle forze primarie, alle loro pulsioni vitali. La corporeità
radica. È qualcosa che battezza, che intrappola, che libera. Desidero la
concretezza della sua lingua.
YOU . The YOUng City – “I GRANDI RACCONTI”
rassegna di spettacoli dal vivo di teatro, danza, musica,
circo/teatro e nuovi linguaggi del contemporaneo. organizzata
da Ruotalibera e con la direzione artistica di Tiziana Lucattini.
Lingua_da Claude
Cahun.
Lo spettacolo è la seconda tappa della trilogia Il linguaggio
corporeo e l'arte di A. Mendieta, C. Cahun, S. Moon. Un progetto e una
performance di Alessandra Cristiani, con le musiche originali di Ivan Macera,
le musiche aggiuntive di Alessandro Cortini, luce di Gianni Staropoli. Una
produzione PinDoc, coproduzione Teatro Akropolis con il sostegno di Orbita
Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza, dell'Associazione
Culturale Le Decadi e con il contributo di Mic, Regione Siciliana. Un ringraziamento
speciale alla compagnia DEHORS/AUDELA, allo spazio Gemma-Scuola del corpo.
L'arte non è un mezzo di fuga, ma un laboratorio performativo e performante
dove il corpo si espone, mette in scena le sue latenze, l'intuizione di nature
altre. Quale è la lingua che meglio cattura o si fa canale, passaggio, anche
solo sporadico di segni eloquenti, di anomalie perturbanti non riducibili
all'ordinario? Quale sprofondamento corporeo può essere convocato per
facilitare l'emersione di nodi vitali, zone porose? Se non ci fosse la
negoziazione dell'atto della comunicazione, chi avrebbe il coraggio di
annunciare i propri demoni, i propri angeli?
Biblioteca Elsa Morante 7 settembre 2024
Marcello Sambati
Ontogenesi_Il passo viandante
Essere in faccia alla natura e non agli uomini, è l’unica
disciplina. Di fronte alla natura inerte l’unica risorsa è pensare.
Simon Weil
Voce e parola sospesa nel fallimento dell’intelligenza, atto
disperato del sentire e del sapere davanti all’incerta apparizione del
Possibile, del mistero della differenza nella figura della separazione.
La realtà non è tutta nell’intelligenza dell’umano – proprio
ciò che ad essa sfugge ne decreta l’oltraggio e il fallimento. C’è un tempo in
cui bisogna fermarsi per rinascere.
Pensiero del giardino della terra, perlustrazione dei suoi
mondi, ascolto delle sue lingue mute, fino ai silenzi analogici dell’inorganico
e dell’immateriale – polvere, pietra, gelo-visioni, sentimenti, illuminazioni.
“Noi” come categoria biologica-immaginaria in un teatro di mondi.
Siamo tutti membri della comunità biotica della terra, ogni
forma di vita, stupefatta della sua stessa possibilità di essere, è nella
nostra stessa vita. Sui nostri sentieri e, ancora per poco, ai nostri
orizzonti.
Solstizio d’inverno, cielo stellato. Intorno i moniti
della notte, dove cresce la pianta del più niente, a ricordarci
il suo sempre tornare, come un perdono prima della fine.
A cura di Marcello Sambati. Due serate dedicate
all’esplorazione di mondi e tecniche
dell’immaginario, unico fenomeno umano in grado di contrastare efficacemente
l’ormai
inarrestabile assedio della tecnica e dell’artificio. Solo opere fantastiche
possono contrapporsi ai prodotti della tecnica. Da forme sensibili a forme
immaginative individuali e collettive che attingono dall’inesplorato della
natura una grammatica dell’immaginazione per orientarsi nel mondo. Siamo tutti
membri della comunità biotica della terra. Ogni forma di vita è umana in quanto
è nominata e decisiva per l’ uomo. Seconda edizione
Nel possibile c’è più del reale Bergson
Marco Ariano – Canti Ibridi _ Landscapes
Corpi impropri, smisurati, corpi che si oltrepassano in mozionalità
ecofoniche, in catastrofici paesaggi della risonanza.
Non distinguere un’anima e un corpo. Non dividere il ritmo
dal respiro corporeo che gli dà vita, dal movimento trascorrente.
S.Solmi
Marcello Sambati
Ontogenesi_Il passo viandante
Essere in faccia alla natura e non agli uomini, è l’unica
disciplina. Di fronte alla natura inerte l’unica risorsa è pensare.
Simon Weil
Il Giardino delle Voci
Necessarie, consapevoli, alchemiche, rigeneranti.
Visioni, respiri, scritture, radici di lingue, canti e incanti di esistenze.
Evento corale che attinge all’immenso patrimonio del
pensiero artistico, poetico e filosofico.
Ecco il mio Nome
A cura di Elena Rosa
Video-performance sull’esperienza poetica e visiva
dell’Incontro-Laboratorio con i giovani migranti.
Uno è sempre l’indice di una molteplicità: un evento,
una singolarità, una vita. Una vita è ovunque.
Deleuze
Canti Ibridi _ Landscapes
a cura di Marco Ariano
con Lucia Guarino, Melissa Lohman e alcune allieve dell’Accademia Nazionale di
Danza
nell’ambito del progetto 𝐋’𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨
𝐡𝐚
𝐠𝐥𝐢
𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢
𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢
a cura di 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨
𝐒𝐚𝐦𝐛𝐚𝐭𝐢
Non distinguere un’anima e un corpo. Non dividere il ritmo
dal respiro corporeo che gli dà vita, dal movimento trascorrente.
S.Solmi
Progetto performativo-laboratoriale basato su pratiche di
transito corpo-suono.
Un lavoro radicale, de-costruttivo, che tende a liberare dalla pre-posizione
umana, a smarginare i corpi ed a introdurli al pulsare di altre forme di vita.
Ritmi smisurati, voci deitte, corpi che si oltrepassano in (im)possibili
mozionalità ecofoniche, in sconosciuti paesaggi della risonanza.
A cura di Marcello Sambati. Due serate dedicate
all’esplorazione di mondi e tecniche
dell’immaginario, unico fenomeno umano in grado di contrastare efficacemente
l’ormai
inarrestabile assedio della tecnica e dell’artificio. Solo opere fantastiche
possono contrapporsi ai prodotti della tecnica. Da forme sensibili a forme
immaginative individuali e collettive che attingono dall’inesplorato della
natura una grammatica dell’immaginazione per orientarsi nel mondo. Siamo tutti
membri della comunità biotica della terra. Ogni forma di vita è umana in quanto
è nominata e decisiva per l’ uomo. Seconda edizione
Nel possibile c’è più del reale Bergson
Marco Ariano – Canti Ibridi _ Landscapes
Corpi impropri, smisurati, corpi che si oltrepassano in mozionalità
ecofoniche, in catastrofici paesaggi della risonanza.
Non distinguere un’anima e un corpo. Non dividere il ritmo
dal respiro corporeo che gli dà vita, dal movimento trascorrente.
S.Solmi
Marcello Sambati
Ontogenesi_Il passo viandante
Essere in faccia alla natura e non agli uomini, è l’unica
disciplina. Di fronte alla natura inerte l’unica risorsa è pensare.
Simon Weil
Il Giardino delle Voci
Necessarie, consapevoli, alchemiche, rigeneranti.
Visioni, respiri, scritture, radici di lingue, canti e incanti di esistenze.
Evento corale che attinge all’immenso patrimonio del
pensiero artistico, poetico e filosofico.
Ecco il mio Nome
A cura di Elena Rosa
Video-performance sull’esperienza poetica e visiva
dell’Incontro-Laboratorio con i giovani migranti.
Uno è sempre l’indice di una molteplicità: un evento,
una singolarità, una vita. Una vita è ovunque.
Deleuze
“ATTRAVERSAMENTI – La via Appia tra pietra e visione”
Dal 30 maggio al 12 luglio, un itinerario di spettacoli, approfondimenti e
performance per incontrare la Regina Viarium
Dieci gli appuntamenti di teatro, musica, danza, botanica, scienze mediche e
arte della cura che si terranno in due luoghi straordinari: la Chiesa di San
Nicola e il Ninfeo Villa dei Quintili.
Progetto promosso dal Parco archeologico dell’Appia Antica con il sostegno del
Ministero della Cultura - Direzione Generale dello Spettacolo e ideato in
collaborazione con la Rete dei Teatri di Pietra
Tempesta
giovedì
h 21,30
Trilogia_La questione del linguaggio corporeo e
l’arte di A. Mendieta, C. Cahun, S. Moon
“Il
sogno è finito? Il sogno è finito!”
Ci sentiamo colpire verticalmente dalle frecce di Cupido: le immagini, ma noi
stessi siamo fatti di immagini, crocevia di segni, sensi, luoghi, dimensioni,
colori. L’immagine che ci anima ha il tempo di una fragilità. Forse il sogno è
possibile fiutarlo per l’incedere di un’ombra, che lo segue come fosse una coda
animale, celata dietro di sé, alle sue spalle. Al passaggio di ogni evento, ad
ogni epifania, si dovrebbe sostare in un angolo di tempo senza metrica. Soglia
e rifugio. Essere immersi nella sua eco, nel fermento dei silenzi che ne
derivano. È un nuovo sogno. Attendere che qualcosa prenda corpo e “ci metta nel
mezzo di una verità”.
Biografia
Performer e danzatrice, lavora come solista e stabilmente nella compagnia Habillé d’eau che vince il Premio Ubu 2018 come miglior spettacolo di danza con Euforia. Dello stesso anno la Nomination Premio Ubu 2018 come migliore attrice o performer per gli spettacoli Clorofilla e Euforia. Dal teatro di marca odiniana (Teatro Potlach, Toni Cots, Jean Paul Denizon, Teatro de Los Andes, Nino Racco, Naira Gonzales) approda alla danza attraverso una personale esplorazione del training fisico dell’attore. Studia danza contemporanea con Moses Pendleton, Giovanna Summo, Domenique Dupuy, Hervè Diasnas; Tecniche del mimo trasparente con Hal Yamanouchi; Respiro e movimento con il trainer Giuseppe Ravì; Qi gong con Solene Fiumani; Ideokinesis: Placement e Riposo Costruttivo con Ursula Stricker,Yoga con Maddalena Gana. Nel 1997 riceve il Premio Excelsior come migliore attrice per il corto La foto, per la regia di Sara Masi, concludendo un primo ciclo di formazione nel teatro di ricerca. Dal 1996 indaga il pensiero e la pratica dell’Ankoku Butō (Masaki Iwana, Akira Kasai, Akaji Maro, Tadashi Endo, Ko Murobushi, Yoko Muronoi, Hisako Horikawa, Toru Iwashita, Daisuke Yoshimoto, Atsushi Takenouchi, Kohshou Nanami, Yuko Kaseki, Yumiko Yoshioka), laureandosi in Metodologia e Critica dello Spettacolo con la tesi sperimentale: Masaki Iwana e la tradizione del “Buto Bianco”. “The Intensity of nothingness”: una metodologia della danza
VajontS 23
azione corale di
teatro civile
interpreti: Emiliano Valente, Mario Migliacci, Alessandra Panciotto, Lina Sessa.
curata da Marco
Paolini con la collaborazione di Marco Martinelli
un progetto di Marco
Paolini per La Fabbrica del Mondo
realizzato da Jolefilm in collaborazione con Fondazione Vajont
Nel 60esimo anniversario della tragedia del Vajont che costò
la vita a 2000 persone
La storia del Vajont
ci serve perché insegna cos’è la sottovalutazione di un rischio affrontato
confidando sul calcolo dell’ipotesi meno pericolosa tra tante. Tra tante
scartate perché inconcepibili, non perché impossibili. Non essere capaci di
concepire nasce dal non saper vedere un disegno, dal non riuscire a immaginare.
Noi, raccontando con
il Teatro, costruiremo il disegno, l’immaginario e il sentimento che deve
essere comune, deve diventare il senso comune, la base della vita sociale di un
paese fragile e prezioso come il nostro.
Trent’anni fa Il racconto del Vajont era la voce e il corpo di Marco Paolini. La sera di lunedì 9 ottobre 2023, nel 60esimo anniversario della caduta della frana del Vajont che costò la vita a 2000 persone, diventerà un racconto corale che coinvolgerà in contemporanea oltre 100 teatri in Italia e in Europa: VajontS per una Orazione Civile Corale. Grandi attori e allievi delle scuole di teatro, teatri stabili e compagnie di teatro di ricerca, musicisti e danzatori, maestranze, personale dei teatri, e spettatori arruolati come lettori si riuniranno nei posti più diversi dallo Strehler di Milano ai piccoli teatri di provincia, ai luoghi non specificamente deputati al teatro come scuole e centrali dell’acqua, e ciascuno realizzerà un proprio allestimento di VajontS sulla base delle peculiarità del suo territorio. E poi, tutti si fermeranno alle 22.39, l’ora in cui la montagna è franata nella diga.
AGAISH - performance
teatrale di Women Crossing
Il ricavato sosterrà le missioni di soccorso in mare e le missioni di terra di
Mediterranea Saving Humans.
Regia di Alessandra Cutolo
Con Farana Akter, Roseline Edo, Steve Emeruju, Beatrice Fedolino, Livia
Lupatelli, Deborah Offeh, Comfort Samuel, Linda Sessa
“Agaish vuol dire ospite. Nella nostra cultura l’ospitalità è sacra, è radicata
dentro di noi, come ci hanno insegnato i nostri genitori, e sarebbe
inconcepibile non offrirla.”
Questa è la prima dichiarazione di uno dei quattro eritrei, poi assolto dalla
Cassazione italiana, a maggio 2022, dopo 18 mesi di custodia cautelare, per
aver offerto cibo e ospitalità a due giovani connazionali.
L’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina formulata dal
Pubblico Ministero, che in primo grado aveva richiesto quindici anni di
carcere, è un reato contestato sempre più frequentemente.
Ricostruire questa vicenda, grazie alla Legal Clinic di Roma Tre, basata in
gran parte su intercettazioni telefoniche e rappresentarla con una compagnia
teatrale formata in maggioranza da africani – che hanno vissuti migratori
simili a quelli rappresentati – offre la possibilità di ripensare il teatro
come luogo in cui riflettere collettivamente sul senso della legge, della
giustizia, della morale, attraversando i confini, le linee del genere e del
colore.
La compagnia WOMEN CROSSING, formata inizialmente da attrici della diaspora
nigeriana (Storie di sabbia e di mare, Sand and sea, Kassandra, Ambasciata
americana), e poi dalla comunità sudanese (LA STAGIONE DELLA MIGRAZIONE A NORD)
e infine da un ensamble transnazionale con cui ha realizzato vari spettacoli
per ragazzi. Ha messo in scena a Khartoum nel 2019, LIFE AT THE CURVE OF THE
NILE, un laboratorio teatrale con gli attori del National Theatre, gli studenti
del College of Art and Drama e una compagnia di giovani attori disabili,
organizzato da PAV con AICS Sudan, e il MIBACT. Col CESPI ha realizzato WOMEN
IN TRANSITION, sei brevi cortometraggi sul ruolo delle donne nelle ultime
primavere arabe. Nel 2020 ha vinto il premio GLI ASINI.
L’immaginario ha gli occhi aperti
tre giorni di teatro, poesia e danza a cura di Marcello Sambati.
Il progetto Officina Estate, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla
Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico biennale “Estate Romana 2023-2024”
curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione
con SIAE.
L’immaginario che precede e nutre il pensiero, coscienza e sentimento del
tempo come flusso, che esalta l’accadere nel suo ritmo biologico, che si
arresta nella sospensione, nell’opera concepita come attimo fuggente. L’opposto
della rappresentazione o della forma non è il frammento, ma il continuo: la
forma è il limite che appartiene alla lingua dell’immaginazione, che lega
insieme le alterità, le differenze, il prima e dopo, il luminoso e
l’impalpabile, le tenebre alla luce, lo sguardo all’inconoscibile.
Un viaggio in una terra vergine tra foreste di linguaggi e territori che il
teatro raramente frequenta e in cui la poesia, la danza e la musica esplorano e
vi dimorano.
Venerdì 1° settembre, ore 21.00
IMPOSTURE / Flavio Arcangeli
Prima del fare, al principio del movimento. Alla ricerca delle condizioni
che innescano, per dare origine. Per lo sguardo non c’è nulla da descrivere, da
contenere. La percezione non arriva ad un compimento. Tutto qui? Nella
trasformazione quello che ora diventa visione, era già tutto approntato prima.
FLOEMA / Marcello Sambati
L’originario in noi e intorno a noi, diffuso errante impercepito, respiri
canti e voci frante della grande lingua della terra.
PEZZI PEZZI / Sara Firrarello
Primo Studio
una fiaba che si ispira alla figura della Draunera.
Nell’immaginario fantastico siciliano è corpo di donna che si fa tempesta, corpo vento che inghiotte, corpo evento funesto e travolgente. Una figura incastonata tra miracolo e sciagura, paradiso e abisso, una solitudine che si spalanca e fende il credibile e l’incredibile. In questo primo studio, ricerco lei in vitalità, furore, tumulto e grido. Cerco la sua bocca, la bocca di chi la invoca, la bocca di chi la scongiura, rievocando voci, mormorii, gesti. Ne reinvento il passaggio.
Sabato 2 settembre, ore 21.00
PINOCCH-IO / Lucia Guarino
primo studio
Eccomi qui. Qui sono, ci sono. Per grazia vera. Mi dico che forse non ci
sono, ma io ci sono e mi muovo, mi muovo contro, mi muovo dentro. Equilibrista
del limite, difronte a me l’eclisse di questo tempo. Eccomi. Sono una storia
vera, un sogno eterno, un desiderio, un’assenza, una tensione, un corpo
irrequieto, un pezzo di legno, un animale immaginato, un cuore che batte, una
fuga, una luce accecante, un buio abissale, una vita.
L’IMMAGINE / Marcello Sambati
La vita di un’apparenza, un punto in un campo di gravitazione nello spazio
e nel tempo.
Un pensiero degli occhi “In fondo io sono una questione di luce” G.Seferis
BOCCA NUOVA / Elena Rosa
primo studio
Due figure, materie del pieno e del vuoto. Il pieno, corpo di carne, cerca l’estasi della cancellazione, una cattura che lo inclini, che lo contrasti, che lo modelli a nuove forme. Un vuoto, circonferenza, o corpo che si direbbe inanimato, che anima e da cui si origina l’enigma del tutto e del niente, è la ricerca fatale di Empedocle. Bocca Nuova è il nome del più recente cratere dell’Etna, che stratifica la sua materia incandescente in cicli di nascita e morte. È la bocca di un nuovo dire, creatura e simbolo dell’informe che illumina.
Domenica 3 settembre, ore 21.00
CIFRARIO / Melissa Lohman
Tracciare le linee curve e spiraliformi, il codice familiare degli esseri
viventi. Messaggi indecifrabili in una calligrafia segreta mi ricordano che non
conosco tutto ciò che contengo.
PICCOLE VITE / Marcello Sambati
Trama e intreccio di un visibile orfico, delle mutazioni delle cose e degli
uomini che nella realtà della terra si perdono in una traccia d’ascolto di un
corpo e di una voce.
L’immaginario che precede e nutre il pensiero, coscienza e sentimento del
tempo come flusso, che esalta l’accadere nel suo ritmo biologico, che si
arresta nella sospensione, nell’opera concepita come sospensione, come attimo
fuggente. L’opposto della rappresentazione o della forma non è il frammento, è
il continuo: la forma è il limite, il continuo è assenza, indeterminazione del
limite, che appartiene alla lingua dell’immaginazione, che lega insieme le
alterità, le differenze, il prima al dopo, il luminoso all’impalpabile, le
tenebre alla luce, lo sguardo all’inconoscibile…
Sabato 2 e domenica 3 settembre alle 18.00 proseguono i laboratori di
percussioni condotti dal maestro Moustapha Mbengue, prenotazione
obbligatoria info@officinadelleculture.org
L’immaginario ha gli occhi aperti
tre giorni di teatro, poesia e danza a cura di Marcello Sambati.
Il progetto Officina Estate, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico biennale “Estate Romana 2023-2024” curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.
L’immaginario che precede e nutre il pensiero, coscienza e sentimento del tempo come flusso, che esalta l’accadere nel suo ritmo biologico, che si arresta nella sospensione, nell’opera concepita come attimo fuggente. L’opposto della rappresentazione o della forma non è il frammento, ma il continuo: la forma è il limite che appartiene alla lingua dell’immaginazione, che lega insieme le alterità, le differenze, il prima e dopo, il luminoso e l’impalpabile, le tenebre alla luce, lo sguardo all’inconoscibile.
Un viaggio in una terra vergine tra foreste di linguaggi e territori che il teatro raramente frequenta e in cui la poesia, la danza e la musica esplorano e vi dimorano.
Venerdì 1° settembre, ore 21.00
IMPOSTURE / Flavio Arcangeli
Prima del fare, al principio del movimento. Alla ricerca delle condizioni che innescano, per dare origine. Per lo sguardo non c’è nulla da descrivere, da contenere. La percezione non arriva ad un compimento. Tutto qui? Nella trasformazione quello che ora diventa visione, era già tutto approntato prima.
FLOEMA / Marcello Sambati
L’originario in noi e intorno a noi, diffuso errante impercepito, respiri canti e voci frante della grande lingua della terra.
PEZZI PEZZI / Sara Firrarello
primo studio
una fiaba che si ispira alla figura della Draunera.
Nell’immaginario fantastico siciliano è corpo di donna che si fa tempesta, corpo vento che inghiotte, corpo evento funesto e travolgente. Una figura incastonata tra miracolo e sciagura, paradiso e abisso, una solitudine che si spalanca e fende il credibile e l’incredibile. In questo primo studio, ricerco lei in vitalità, furore, tumulto e grido. Cerco la sua bocca, la bocca di chi la invoca, la bocca di chi la scongiura, rievocando voci, mormorii, gesti. Ne reinvento il passaggio.
Sabato 2 settembre, ore 21.00
PINOCCH-IO / Lucia Guarino
primo studio
Eccomi qui. Qui sono, ci sono. Per grazia vera. Mi dico che forse non ci sono, ma io ci sono e mi muovo, mi muovo contro, mi muovo dentro. Equilibrista del limite, difronte a me l’eclisse di questo tempo. Eccomi. Sono una storia vera, un sogno eterno, un desiderio, un’assenza, una tensione, un corpo irrequieto, un pezzo di legno, un animale immaginato, un cuore che batte, una fuga, una luce accecante, un buio abissale, una vita.
L’IMMAGINE / Marcello Sambati
La vita di un’apparenza, un punto in un campo di gravitazione nello spazio e nel tempo.
Un pensiero degli occhi “In fondo io sono una questione di luce” G.Seferis
BOCCA NUOVA / Elena Rosa
primo studio
Due figure, materie del pieno e del vuoto. Il pieno, corpo di carne, cerca l’estasi della cancellazione, una cattura che lo inclini, che lo contrasti, che lo modelli a nuove forme. Un vuoto, circonferenza, o corpo che si direbbe inanimato, che anima e da cui si origina l’enigma del tutto e del niente, è la ricerca fatale di Empedocle. Bocca Nuova è il nome del più recente cratere dell’Etna, che stratifica la sua materia incandescente in cicli di nascita e morte. È la bocca di un nuovo dire, creatura e simbolo dell’informe che illumina.
Domenica 3 settembre, ore 21.00
CIFRARIO / Melissa Lohman
Tracciare le linee curve e spiraliformi, il codice familiare degli esseri viventi. Messaggi indecifrabili in una calligrafia segreta mi ricordano che non conosco tutto ciò che contengo.
PICCOLE VITE / Marcello Sambati
Trama e intreccio di un visibile orfico, delle mutazioni delle cose e degli uomini che nella realtà della terra si perdono in una traccia d’ascolto di un corpo e di una voce.
L’immaginario che precede e nutre il pensiero, coscienza e sentimento del tempo come flusso, che esalta l’accadere nel suo ritmo biologico, che si arresta nella sospensione, nell’opera concepita come sospensione, come attimo fuggente. L’opposto della rappresentazione o della forma non è il frammento, è il continuo: la forma è il limite, il continuo è assenza, indeterminazione del limite, che appartiene alla lingua dell’immaginazione, che lega insieme le alterità, le differenze, il prima al dopo, il luminoso all’impalpabile, le tenebre alla luce, lo sguardo all’inconoscibile…
L’immaginario ha gli occhi aperti
tre giorni di teatro, poesia e danza a cura di Marcello Sambati.
Il progetto Officina Estate, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla
Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico biennale “Estate Romana 2023-2024”
curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione
con SIAE.
L’immaginario che precede e nutre il pensiero, coscienza e sentimento del
tempo come flusso, che esalta l’accadere nel suo ritmo biologico, che si
arresta nella sospensione, nell’opera concepita come attimo fuggente. L’opposto
della rappresentazione o della forma non è il frammento, ma il continuo: la
forma è il limite che appartiene alla lingua dell’immaginazione, che lega
insieme le alterità, le differenze, il prima e dopo, il luminoso e
l’impalpabile, le tenebre alla luce, lo sguardo all’inconoscibile.
Un viaggio in una terra vergine tra foreste di linguaggi e territori che il
teatro raramente frequenta e in cui la poesia, la danza e la musica esplorano e
vi dimorano.
Venerdì 1° settembre, ore 21.00
IMPOSTURE / Flavio Arcangeli
Prima del fare, al principio del movimento. Alla ricerca delle condizioni
che innescano, per dare origine. Per lo sguardo non c’è nulla da descrivere, da
contenere. La percezione non arriva ad un compimento. Tutto qui? Nella
trasformazione quello che ora diventa visione, era già tutto approntato prima.
FLOEMA / Marcello Sambati
L’originario in noi e intorno a noi, diffuso errante impercepito, respiri
canti e voci frante della grande lingua della terra.
PEZZI PEZZI / Sara Firrarello
primo studio
una fiaba che si ispira alla figura della Draunera.
Nell’immaginario fantastico siciliano è corpo di donna che si fa tempesta, corpo vento che inghiotte, corpo evento funesto e travolgente. Una figura incastonata tra miracolo e sciagura, paradiso e abisso, una solitudine che si spalanca e fende il credibile e l’incredibile. In questo primo studio, ricerco lei in vitalità, furore, tumulto e grido. Cerco la sua bocca, la bocca di chi la invoca, la bocca di chi la scongiura, rievocando voci, mormorii, gesti. Ne reinvento il passaggio.
Sabato 2 settembre, ore 21.00
PINOCCH-IO / Lucia Guarino
primo studio
Eccomi qui. Qui sono, ci sono. Per grazia vera. Mi dico che forse non ci
sono, ma io ci sono e mi muovo, mi muovo contro, mi muovo dentro. Equilibrista
del limite, difronte a me l’eclisse di questo tempo. Eccomi. Sono una storia
vera, un sogno eterno, un desiderio, un’assenza, una tensione, un corpo
irrequieto, un pezzo di legno, un animale immaginato, un cuore che batte, una
fuga, una luce accecante, un buio abissale, una vita.
L’IMMAGINE / Marcello Sambati
La vita di un’apparenza, un punto in un campo di gravitazione nello spazio
e nel tempo.
Un pensiero degli occhi “In fondo io sono una questione di luce” G.Seferis
BOCCA NUOVA / Elena Rosa
primo studio
Due figure, materie del pieno e del vuoto. Il pieno, corpo di carne, cerca l’estasi della cancellazione, una cattura che lo inclini, che lo contrasti, che lo modelli a nuove forme. Un vuoto, circonferenza, o corpo che si direbbe inanimato, che anima e da cui si origina l’enigma del tutto e del niente, è la ricerca fatale di Empedocle. Bocca Nuova è il nome del più recente cratere dell’Etna, che stratifica la sua materia incandescente in cicli di nascita e morte. È la bocca di un nuovo dire, creatura e simbolo dell’informe che illumina.
Domenica 3 settembre, ore 21.00
CIFRARIO / Melissa Lohman
Tracciare le linee curve e spiraliformi, il codice familiare degli esseri
viventi. Messaggi indecifrabili in una calligrafia segreta mi ricordano che non
conosco tutto ciò che contengo.
PICCOLE VITE / Marcello Sambati
Trama e intreccio di un visibile orfico, delle mutazioni delle cose e degli
uomini che nella realtà della terra si perdono in una traccia d’ascolto di un
corpo e di una voce.
L’immaginario che precede e nutre il pensiero, coscienza e sentimento del
tempo come flusso, che esalta l’accadere nel suo ritmo biologico, che si
arresta nella sospensione, nell’opera concepita come sospensione, come attimo
fuggente. L’opposto della rappresentazione o della forma non è il frammento, è
il continuo: la forma è il limite, il continuo è assenza, indeterminazione del
limite, che appartiene alla lingua dell’immaginazione, che lega insieme le
alterità, le differenze, il prima al dopo, il luminoso all’impalpabile, le
tenebre alla luce, lo sguardo all’inconoscibile…