Teatro Tordinona 15 Seetmbre 2024
Escape Room- una
commedia horror ma non troppo
Regia di Fabrizio
Indagati e Diletta Maria D'Ascanio
Testo di Fabrizio
Indagati e Gaia Courrier
Con Diletta Maria
D'Ascanio, Fabrizio Ginocchi, Davide Indagati, Fabrizio Indagati, Agnese
Licenziati, Eleonora Zagaglia
Cosa potrebbe accadere
ad un gruppo di sconosciuti messi alla prova in uno spazio chiuso?
Quattro giovani concorrenti vengono invitati a partecipare in anteprima ad una
nuova Escape Room, per testarne il funzionamento. Una volta dentro, si
ritroveranno alle prese con un demone che infesta la stanza.
Per uscire avranno un’ora di tempo e dovranno interfacciarsi con le
“spaventose” prove messe in atto dalla Dott.ssa Poltergeist e dal suo
impacciato assistente-attore Jimmy.
Attraverso una serie di sfortunati eventi ed esilaranti equivoci, si darà vita
a quella che si potrebbe definire "...una commedia horror ma non troppo”.
NOTE:
Un giorno, alcuni membri della nostra compagnia hanno partecipato ad un’escape
room a tema horror.
Ci siamo subito resi conto che potesse essere un gioco interessante e ricco di
spunti, perfetto per poter ideare qualcosa di diverso. Sorprese continue, colpi
di scena inaspettati e suspense a volontà... Un contenitore con tanti
ingredienti che, mescolati a dovere, avrebbero potuto ricreare una ricetta
stuzzicante.
Abbiamo volutamente attinto a degli stereotipi del genere horror, per ricreare
dei personaggi che chiunque di noi, da spettatore, avesse riconosciuto almeno
una volta. Un codice che secondo noi si presta perfettamente a situazioni
facilmente rovesciabili in chiave comica.
Biblioteca Elsa Morante 7 settembre 2024
Marcello Sambati
Ontogenesi_Il passo viandante
Essere in faccia alla natura e non agli uomini, è l’unica
disciplina. Di fronte alla natura inerte l’unica risorsa è pensare.
Simon Weil
Voce e parola sospesa nel fallimento dell’intelligenza, atto
disperato del sentire e del sapere davanti all’incerta apparizione del
Possibile, del mistero della differenza nella figura della separazione.
La realtà non è tutta nell’intelligenza dell’umano – proprio
ciò che ad essa sfugge ne decreta l’oltraggio e il fallimento. C’è un tempo in
cui bisogna fermarsi per rinascere.
Pensiero del giardino della terra, perlustrazione dei suoi
mondi, ascolto delle sue lingue mute, fino ai silenzi analogici dell’inorganico
e dell’immateriale – polvere, pietra, gelo-visioni, sentimenti, illuminazioni.
“Noi” come categoria biologica-immaginaria in un teatro di mondi.
Siamo tutti membri della comunità biotica della terra, ogni
forma di vita, stupefatta della sua stessa possibilità di essere, è nella
nostra stessa vita. Sui nostri sentieri e, ancora per poco, ai nostri
orizzonti.
Solstizio d’inverno, cielo stellato. Intorno i moniti
della notte, dove cresce la pianta del più niente, a ricordarci
il suo sempre tornare, come un perdono prima della fine.
A cura di Marcello Sambati. Due serate dedicate
all’esplorazione di mondi e tecniche
dell’immaginario, unico fenomeno umano in grado di contrastare efficacemente
l’ormai
inarrestabile assedio della tecnica e dell’artificio. Solo opere fantastiche
possono contrapporsi ai prodotti della tecnica. Da forme sensibili a forme
immaginative individuali e collettive che attingono dall’inesplorato della
natura una grammatica dell’immaginazione per orientarsi nel mondo. Siamo tutti
membri della comunità biotica della terra. Ogni forma di vita è umana in quanto
è nominata e decisiva per l’ uomo. Seconda edizione
Nel possibile c’è più del reale Bergson
Marco Ariano – Canti Ibridi _ Landscapes
Corpi impropri, smisurati, corpi che si oltrepassano in mozionalità
ecofoniche, in catastrofici paesaggi della risonanza.
Non distinguere un’anima e un corpo. Non dividere il ritmo
dal respiro corporeo che gli dà vita, dal movimento trascorrente.
S.Solmi
Marcello Sambati
Ontogenesi_Il passo viandante
Essere in faccia alla natura e non agli uomini, è l’unica
disciplina. Di fronte alla natura inerte l’unica risorsa è pensare.
Simon Weil
Il Giardino delle Voci
Necessarie, consapevoli, alchemiche, rigeneranti.
Visioni, respiri, scritture, radici di lingue, canti e incanti di esistenze.
Evento corale che attinge all’immenso patrimonio del
pensiero artistico, poetico e filosofico.
Ecco il mio Nome
A cura di Elena Rosa
Video-performance sull’esperienza poetica e visiva
dell’Incontro-Laboratorio con i giovani migranti.
Uno è sempre l’indice di una molteplicità: un evento,
una singolarità, una vita. Una vita è ovunque.
Deleuze
Canti Ibridi _ Landscapes
a cura di Marco Ariano
con Lucia Guarino, Melissa Lohman e alcune allieve dell’Accademia Nazionale di
Danza
nell’ambito del progetto 𝐋’𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨
𝐡𝐚
𝐠𝐥𝐢
𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢
𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢
a cura di 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨
𝐒𝐚𝐦𝐛𝐚𝐭𝐢
Non distinguere un’anima e un corpo. Non dividere il ritmo
dal respiro corporeo che gli dà vita, dal movimento trascorrente.
S.Solmi
Progetto performativo-laboratoriale basato su pratiche di
transito corpo-suono.
Un lavoro radicale, de-costruttivo, che tende a liberare dalla pre-posizione
umana, a smarginare i corpi ed a introdurli al pulsare di altre forme di vita.
Ritmi smisurati, voci deitte, corpi che si oltrepassano in (im)possibili
mozionalità ecofoniche, in sconosciuti paesaggi della risonanza.
A cura di Marcello Sambati. Due serate dedicate
all’esplorazione di mondi e tecniche
dell’immaginario, unico fenomeno umano in grado di contrastare efficacemente
l’ormai
inarrestabile assedio della tecnica e dell’artificio. Solo opere fantastiche
possono contrapporsi ai prodotti della tecnica. Da forme sensibili a forme
immaginative individuali e collettive che attingono dall’inesplorato della
natura una grammatica dell’immaginazione per orientarsi nel mondo. Siamo tutti
membri della comunità biotica della terra. Ogni forma di vita è umana in quanto
è nominata e decisiva per l’ uomo. Seconda edizione
Nel possibile c’è più del reale Bergson
Marco Ariano – Canti Ibridi _ Landscapes
Corpi impropri, smisurati, corpi che si oltrepassano in mozionalità
ecofoniche, in catastrofici paesaggi della risonanza.
Non distinguere un’anima e un corpo. Non dividere il ritmo
dal respiro corporeo che gli dà vita, dal movimento trascorrente.
S.Solmi
Marcello Sambati
Ontogenesi_Il passo viandante
Essere in faccia alla natura e non agli uomini, è l’unica
disciplina. Di fronte alla natura inerte l’unica risorsa è pensare.
Simon Weil
Il Giardino delle Voci
Necessarie, consapevoli, alchemiche, rigeneranti.
Visioni, respiri, scritture, radici di lingue, canti e incanti di esistenze.
Evento corale che attinge all’immenso patrimonio del
pensiero artistico, poetico e filosofico.
Ecco il mio Nome
A cura di Elena Rosa
Video-performance sull’esperienza poetica e visiva
dell’Incontro-Laboratorio con i giovani migranti.
Uno è sempre l’indice di una molteplicità: un evento,
una singolarità, una vita. Una vita è ovunque.
Deleuze
ven 12 lug 24 ore 21,00
Mausoleo Cecilia Metella - Chiesa di San Nicola (Castrum Caetani)
Compagnia Agricantus Teatro
ULISSE RACCONTA ULISSE
di Beatrice Monroy e Sergio Vespertino
musiche di Pierpaolo PETTA
con Sergio VESPERTINO
Ulisse è arrivato alla corte dei Feaci, il grande viaggio, le grandi avventure alle spalle. Adesso nel mondo incantato di Alcino dove l’ha accolto Nausica, lui ha un solo obiettivo essere trasportato a casa da una delle navi magiche di quel popolo caro a Poseidone. Dunque, con la sua solita abilità e astuzia, inizia il racconto. Ma prima di tutto si presenta con il nome che lui pensa in quel momento sia l’unico a rappresentarlo: il mio nome è odio, dice per iniziare e cominciare a tessere le vicende di un guerriero ma soprattutto di un reduce costretto a compiere un lungo percorso per ritrovare Ulisse e non essere più Odisseo. Così, narra da reduce, tutte le guerre producono reduci, uomini che hanno vissuto l’inferno e che non sono più in grado di tornare indietro. A lui invece, ma non ai suoi compagni che moriranno tutti nel grande viaggio del ritorno durato dieci anni, è concessa questa opportunità. Lui può tornare a casa ma per tornare è necessario che si purifichi e prenda conoscenza del mondo, della madre terra, di tutti gli elementi di cui lui, guerriero, non solo non si è accorto ma verso i quali ha compiuto azioni violente. Così il passaggio essenziale è Circe, la maga. Lei, infatti, gli apre le porte dello sconosciuto e gli permette l’attraversamento tra profezie di Tiresia, Sirene, Ciclopi, venti di Eolo e così via. Alla fine del suo racconto, eccolo nel mondo dei Feaci a dire: il mio nome è Ulisse e va verso Itaca trasportato da una nave magica. Nell’ultima parte, Ulisse non ha più voce è solo un puntino all’orizzonte, una vela latina, mentre da Itaca, guardando il mare e il padre di nuovo fuggito, ci parla Telemaco che ha il compito di riportare il regno di Itaca alla normalità dopo la grande strage dei proci. Adesso Ulisse è un senza nome, lì sulla barchetta è un uomo in cerca di altri mondi, è l’avventura e la ricerca dell’intera umanità.
“ATTRAVERSAMENTI – La via Appia tra pietra e visione”
Dal 30 maggio al 12 luglio, un itinerario di spettacoli, approfondimenti e
performance per incontrare la Regina Viarium
Dieci gli appuntamenti di teatro, musica, danza, botanica, scienze mediche e
arte della cura che si terranno in due luoghi straordinari: la Chiesa di San
Nicola e il Ninfeo Villa dei Quintili.
Progetto promosso dal Parco archeologico dell’Appia Antica con il sostegno del
Ministero della Cultura - Direzione Generale dello Spettacolo e ideato in
collaborazione con la Rete dei Teatri di Pietra
Ulisse racconta Ulisse
Venerdì 12 luglio ore 21:00 – Spettacolo di musica
Mausoleo di Cecilia Metella – Chiesa di San Nicola
Spettacolo musicale tratto dall’Odissea di Omero. Ulisse è arrivato alla corte dei Feaci, dove l’ha accolto Nausicaa. Ha l’obiettivo di farsi portare a casa da una delle navi magiche di quel popolo caro a Poseidone. Narra, come un reduce, di guerre che lasciano segni indelebili di inferno e orrore. Vuole tornare a casa purificato. Una volta a Itaca però la sua sete di sapere non si placa e da Itaca riparte. Adesso Ulisse è un senza nome, lì sulla barca è un uomo in cerca di altri mondi.
Ingresso: Via Appia Antica 161
I Menecmi
Dal 30 maggio al 12 luglio, un itinerario di spettacoli, approfondimenti e
performance per incontrare la Regina Viarium
Dieci gli appuntamenti di teatro, musica, danza, botanica, scienze mediche e
arte della cura che si terranno in due luoghi straordinari: la Chiesa di San
Nicola e il Ninfeo Villa dei Quintili.
Progetto promosso dal Parco archeologico dell’Appia Antica con il sostegno del
Ministero della Cultura - Direzione Generale dello Spettacolo e ideato in
collaborazione con la Rete dei Teatri di Pietra
“ATTRAVERSAMENTI – La via Appia tra pietra e visione”
Dal 30 maggio al 12 luglio, un itinerario di spettacoli, approfondimenti e
performance per incontrare la Regina Viarium
Dieci gli appuntamenti di teatro, musica, danza, botanica, scienze mediche e
arte della cura che si terranno in due luoghi straordinari: la Chiesa di San
Nicola e il Ninfeo Villa dei Quintili.
Progetto promosso dal Parco archeologico dell’Appia Antica con il sostegno del
Ministero della Cultura - Direzione Generale dello Spettacolo e ideato in
collaborazione con la Rete dei Teatri di Pietra
Tempesta
Il sogno di Aiace
“ATTRAVERSAMENTI – La via Appia tra pietra e visione”
Dal 30 maggio al 12 luglio, un itinerario di spettacoli, approfondimenti e
performance per incontrare la Regina Viarium
Dieci gli appuntamenti di teatro, musica, danza, botanica, scienze mediche e
arte della cura che si terranno in due luoghi straordinari: la Chiesa di San
Nicola e il Ninfeo Villa dei Quintili.
Progetto promosso dal Parco archeologico dell’Appia Antica con il sostegno del
Ministero della Cultura - Direzione Generale dello Spettacolo e ideato in
collaborazione con la Rete dei Teatri di Pietra
Mausoleo Cecilia Metella - Chiesa di San Nicola (Castrum
Caetani) 29 giu 24
Compagnia Bottega del Pane teatro
AUTODIFESA DI ISMENE
elogio della sopravvivenza
di Flavia Gallo
regia Cinzia Maccagnano
con Luna MARONGIU, Raffaele GANGALE e Marta CIRELLO
coro Marco Bertes, Andrea Bezzi, Lorenzo Guidozzi,
Massimo Di Loreto, Paolo Oppedisano, Erica Rossini
paesaggi sonori Lucrezio de Seta
Elogio della sopravvivenza. Ismene è la sopravvissuta, colei che si
ritrova a vivere a seguito della morte dei suoi cari; della morte può
comprendere l’insostenibilità per chi resta. Ismene ci somiglia. Come lei,
proviamo ogni giorno a sopravvivere e a partecipare a una nuova alba.ostumi
Monica Mancini
“ATTRAVERSAMENTI – La via Appia tra pietra e visione”
Dal 30 maggio al 12 luglio, un itinerario di spettacoli, approfondimenti e
performance per incontrare la Regina Viarium
Dieci gli appuntamenti di teatro, musica, danza, botanica, scienze mediche e
arte della cura che si terranno in due luoghi straordinari: la Chiesa di San
Nicola e il Ninfeo Villa dei Quintili.
Progetto promosso dal Parco archeologico dell’Appia Antica con il sostegno del
Ministero della Cultura - Direzione Generale dello Spettacolo e ideato in
collaborazione con la Rete dei Teatri di Pietra
“Rinchiuso in una torre di parole”
Una serata con Dylan Thomas legge Tommaso Ragno
Poeta, scrittore e drammaturgo gallese.
Nel corso di una vita straordinariamente intensa, per quanto breve, Dylan
Thomas ha scritto poesie, saggi, sceneggiature, racconti (molti a sfondo
autobiografico) e un dramma teatrale dal titolo Sotto il bosco di latte la
cui versione radiofonica ha vinto il Prix Italia nel 1954.
Figlio di un professore della grammar school di Swansea, Dylan Thomas
mostra sin dall'infanzia i segni di una vocazione sicura. A soli vent'anni
scuote l'ambiente letterario londinese con Diciotto poesie (Eighteen
poems, 1934), nel quale afferma lo stile di una poesia naturale e istintiva,
per quanto pervasa da un'inquietudine oscura.
Insieme a un gruppo di giovanissimi poeti e scrittori, s'impone come alfiere di
un cosiddetto "nuovo romanticismo", sorto in reazione
all'intellettualismo e al classicismo di cui erano accusati Auden, e i poeti
del suo gruppo.
Al 1936 risalgono le Venticinque poesie (Twenty-five poems), cui
seguono Il mondo che respiro (The world I breathe, 1939), e La
mappa d'amore (The map of love, 1939) che comprende liriche e prose.
Il libro che raccoglie le sue più note (e forse più belle) poesie è Morti
e ingressi (Deaths and entrances, 1946).
Le varie raccolte di poesie apparse tra il 1934 e il 1952 sono state poi
ripubblicate nel volume di Poesie scelte 1934-1952 (Collected poems
1934-1952, 1952).
Poco prima della morte pubblica Il medico e i diavoli (The doctor and
the devils, 1953).
Ricordiamo anche la sua produzione narrativa, il cui picco è forse il
notissimo: Un ritratto dell'artista da cucciolo (A portrait of the
artists as a young dog, 1940) e il radiodramma Sotto il bosco di latte (Under
the milk wood) pubblicato postumo nel 1954.
Dopo la sua morte è stata data alle stampe una raccolta di Lettere scelte (Selected
letters, 1966), e Lettere a Vernon Watkins (Letters to Vernon
Watkins, 1957).
Fra le tante pubblicazioni postume: Quite early one morning (1954), Adventures
in the skin trade (1955).
L'originalità di Thomas sta nell'inconfondibile mélange di reminiscenze
celtiche con stilemi che attingono a tutto quanto il Novecento ha prodotto
sino a quel momento, e al recupero di tradizioni letterarie passate: i
movimenti e le avanguardie, i surrealisti francesi alla visionarietà di Blake,
alle metafore ardite dei metafisici del XVII secolo.