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AAA ASPIRANTE CAVALIERE ERRANTE

Teatro Tordinona 9 Ottobre 2022

AAA ASPIRANTE CAVALIERE ERRANTE

Di e con Francesco Eleuteri

 

Un soliloquio di Francesco Eleuteri che affronta attraverso i ricordi di un bambino l’epica dei cavalieri medievali e il senso attuale dell’etica che li caratterizzava. L’attore procede in questo strano viaggio utilizzando opere letterarie come “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto e “La Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso ma soprattutto, nello specifico, un’opera minore come “Il Guerrin Meschino” di Andrea da Barberino ambientata in parte tra i Monti Sibillini tra Umbria e Marche. “Ma che senso ha oggi parlare di Cavalieri? Non esistono più i cavalieri…” afferma il protagonista all’inizio del monologo. Ciò viene espresso attraverso una serie di riflessioni tra il passato e il presente e con una galleria di personaggi deformati dalla lente della satira e dell’ironia. “Ma forse i cavalieri non sono mai esistiti… o soltanto nelle fantasie di un bambino”.

ottobre 21, 2022
 

CHRISTIANITY SRL

Teatro Tordinona 25 Settembre 2022

CHRISTIANITY SRL

 

di Marco Giannini e Marco Vincis

con Marco Giannini, Marco Vincis, Marianna Maurizi, Anna D'Alessio, Leonardo Zarra

regia di Massimiliano Vado

 

Cosa succede quando negli uffici del paradiso ci si accorge che sono scaduti i diritti sulla fine del mondo? E come si rapporterà Dio con il nuovo bando di concorso che lo vedrà alle prese con cavilli burocratici e la concorrenza spietata delle altre religioni? Riuscirà a bypassare tutte le difficoltà burocratiche poste dal nuovo concorso o passerà la mano?

"Christianity srl", è una commedia divertente, irriverente e soprattutto veloce, che tocca temi importanti, filtrati dall'occhio del creatore supremo e del suo responsabile marketing. Dio è un moderno imprenditore, affiancato dal fidato San Paolo, responsabile marketing della "Christianity srl" che di volta in volta gli sottopone i problemi burocratici cui stanno andando incontro con il nuovo bando, con improbabili quanto assurde soluzioni. A cornice della storia ci sono anche problemi di "famiglia" con la Madonna alla ricerca di una propria identità come donna del terzo millennio, un figlio che ha un po' perso quelle che sono le regole di "famiglia", e una nuora, la Maddalena, che reclama i propri diritti.

ottobre 16, 2022
 

Euridice non può tornare

Villa Giulia 3 settembre 2022

l’associazione Officina delle Culture in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta

“Euridice non può tornare”

ispirato al testo “Euridice non può tornare”, poema coreografico della dimenticanza di Marcello Sambati. Voce e testo Marcello Sambati, sonorità Claudio Moneta, Marcello Sambati, danza Alessandra Cristiani.

Questa figura mitologica ci incanta, ci sorprende, ci incatena alla voce secolare che la vuole donna non più raggiungibile, bene supremo di cui si perde il contatto e la vista, nell’oscurità di ogni luogo e di ogni tempo, reali e immaginari. Ci trattiene sulla soglia, sulla percezione minima, sottile di quell’unico passo irriducibile e definitivo…. in uno stordimento che solo l’esperienza fisica del limite o lo struggimento per una sensazione possono provocare nell’animo umano. Nel linguaggio acre e intimo delle grandi leggende si ritorna alle radici vive dei bisogni e misteri primari. La poesia con i suoi versi è l’unica arma in grado di rendere docile una materia così tagliente, di avvicinarsi dolcemente alle fragilità umane e divine. L’Officina delle Culture ha risposto e vinto il bando pubblico del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per la presentazione di progetti di alto profilo culturale e propone nei meravigliosi giardini della villa uno spettacolo emozionante fra poesia, musica e danza.

settembre 23, 2022
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COMUS

Venerabile Collegio Inglese 1 Settembre 2022

 XXVI edizione di Quartieri dell’Arte – Festival Internazionale di Teatro.

 

COMUS

A Masque Presented at Ludlow Castle, 1634

da John Milton

Drammaturgia di Riccardo Festa, musiche di Dario Guidi (nella foto), regia di Carlo Fineschi, con Sara Allegrucci, Riccardo Festa, Carlo Fineschi e Dario Guidi.

All’inizio della propria carriera, John Milton mise alla prova il potere morale e trasformativo della poesia affrontando il genere del masque. Il suo Comus è uno spettacolo elegante e immaginifico, che drammatizza alcune delle questioni più accese della vita culturale, politica e religiosa della sua epoca.

settembre 23, 2022
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ORCHIDEA

Teatro Tordinona 3 Giugno 2022

ORCHIDEA

 Storia di un fiore malato

Uno spettacolo di Mariaelena Masetti Zannini

Regia di Emanuela Bolco e Mariaelena Masetti Zannini 

audio originali Laura Rinaldoni 

Scene e costumi Alexandros Mars 

Arte rituale erotica del corpo a cura di Niko Marinelli 

Disegno luci Stefano Germani 

tecnico luci e audio Ettore Bianco 

Ufficio stampa Laura Gobbo

Con 

Laura Rinaldoni 

Ilaria Amadei 

Sylvia Di Ianni 

Antonio Fazio 

Marco Fioramanti 

Stefano Germani 

Niko Marinelli 

Anthony Rosa 

Samuele Maria Pungitore 

Mariaelena Masetti Zannini 

E con il marito Andrea Vangelisti e la sorella Daniela Rinaldoni

 

OrchiDea, storia di un fiore malato, è il racconto della vita di Laura Rinaldoni, una giovane donna colpita dal morbo di Parkinson che confessa emozioni a caldo ed esperienze di vita forti, spesso estreme, legate alla sessualità e al dramma farmacologico che scatena in questa malattia e quindi in lei, impulsi violenti e autolesionisti.

Lo spettacolo nasce dalla volontà di portare sul palcoscenico la verità delle sue parole, attraverso audio originali che negli anni la donna ha tenuto gelosamente nascosti come un diario segreto e che ora, come un film onirico, attraverso la drammaturgia di quest’opera, prenderanno vita sul palcoscenico del teatro Tordinona a Roma, dopo oltre 2 anni dal debutto, dal 1 al 3 Giugno 2022. Sarà la stessa Laura, presente in scena, a testimoniare la follia della sua disarmante realtà come un’equilibrista fragile sulle corde della vita.

giugno 12, 2022
 

La dodicesima notte

Teatro Tordinona 5 Giugno 2022

La dodicesima notte

di W. Shakespeare

Octopus Theatre Company

Regia di Alessandro Lori

Ambientata nell'antica regione balcanica dell'Illiria, racconta una storia di amori e inganni, nella quale i gemelli Viola e Sebastian, a seguito di un naufragio, si trovano a conoscere il Duca Orsino e la dama Olivia. Orsino ama Olivia che ne ignora la corte, ma quando si trova davanti al messaggero di Orsino (la giovane Viola che dopo la perdita del fratello si è camuffata da uomo per entrare al servizio del Duca), se ne innamora, scatenando una serie di eventi e imprevisti che condurranno al lieto fine. Una sottotrama, importante ai fini dello svolgimento della trama, vede protagonisti i personaggi che popolano la corte di Olivia: il giullare Feste, il maggiordomo Malvolio, la cameriera Maria, lo zio Sir Toby, il servo Fabian e Sir Andrew Aguecheek. Il maggiordomo Malvolio viene beffato dagli altri cinque che, falsificando una lettera, gli fanno credere di essere oggetto di attenzioni da parte della padrona Olivia.

giugno 12, 2022
 

Il primo bacio



giugno 12, 2022
 

Cantico dei cantici

Carrozzerie not 22 Maggio 2022

CANTICO DEI CANTICI

adattamento e regia Roberto Latini

musiche e suoni Gianluca Misiti (Premio Ubu 2017 'Miglior progetto sonoro o musiche originali')

luci e tecnica Max Mugnai

 

con Roberto Latini (Premio Ubu 2017  'Miglior attore o performer')

 

organizzazione Nicole Arbelli

produzione Fortebraccio Teatro

con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi

con il contributo di MiBACT e Regione Emilia-Romagna

Il Cantico dei Cantici è uno dei testi più antichi di tutte le letterature.

Pervaso di dolcezza e accudimento, di profumi e immaginazioni, è uno dei più importanti, forse uno dei più misteriosi; un inno alla bellezza, insieme timida e reclamante, un bolero tra ascolto e relazione, astrazioni e concretezza, un balsamo per corpo e spirito.

 

Se lo si legge senza riferimenti religiosi e interpretativi, smettendo possibili altre chiavi di lettura, rinunciando a parallelismi, quasi incoscientemente, se lo si dice senza pretesa di cercare altri significati, se si prova a non far caso a chi è che parla, ma solo a quel che dice, senza badare a quale sia la divisione dei capitoli, le parti, se si prova a stare nel suo movimento interno, nella sua sospensione, può apparirci all’improvviso, col suo profumo, come in una dimensione onirica, non di sogno, ma di quel mondo, forse parallelo, forse precedente, dove i sogni e le parole ci scelgono e accompagnano.

 

Non ho tradotto alla lettera le parole, sebbene abbia cercato di rimanervi il più fedele possibile.

Ho tradotto alla lettera la sensazione, il sentimento, che mi ha da sempre procurato leggere queste pagine. Ho cercato di assecondarne il tempo, tempo del respiro, della voce e le sue temperature.

Ho cercato di non trattenere le parole, per poterle dire, di andarle poi a cercare in giro per il corpo, di averle lì nei pressi, addosso, intorno; ho provato a camminarci accanto, a prendergli la mano, ho chiuso gli occhi e, senza peso, a dormirci insieme.

 

“vi prego, non svegliate il mio amore che dorme” R. L.

giugno 02, 2022
 

3 VOCI PER AMLETO

Teatro Tordinona 29 Maggio 2022

3 VOCI PER AMLETO


Scrittura e regia Stefano Villani

 Con 

Stefano Villani

Fiammetta Michetti

Marco Marta

giugno 02, 2022
 

L'HO VISTA PRIMA IO

Teatro Tordinona 19 Maggio 2022

L'HO VISTA PRIMA IO

Regia di Simone Fabiani e Alessandro Giorgi

Supervisione artistica Sabrina Pellegrino

Con Simone Fabiani, Irene de Gaetano Alessandro Giorgi 

maggio 23, 2022
 

MUSICARELLO SHOCK

Teatro Lo Spazio 14 Maggio 2022

MUSICARELLO SHOCK

di Matilde D’accardi

con Valentina De Giovanni

“Farai come ti pare quando ti sposerai!”. Italia 1960. In una piccola cittadina di provincia, una ragazza prigioniera delle rigide regole paterne sogna di essere salvata dall’amore, quello meraviglioso e senza fine di cui parlano le canzoni. Ma solo una volta sposata scoprirà chi è e cosa vuole davvero, e imparerà a lottare per la sua realizzazione. Liberamente ispirato alla vera storia della prima divorziata d’Italia e di molte altre delle nostre madri, questo monologo musicale racconta le vicende, i pensieri e le emozioni di molte ragazze del Boom, che suonano ancora tremendamente attuali. Attraverso brani che hanno reso immortale la musica leggera italiana negli anni ‘50, ‘60 e dei primi ‘70, Musicarello shock ricostruirà con ironia e nostalgia la battaglia per la legalizzazione del divorzio nel Bel Paese – che nel 2020 ha compiuto il suo settantesimo anniversario – e la trasformazione di mentalità che ha aperto la strada all’emancipazione delle italiane e al riconoscimento dei loro diritti.

Note sullo spettacolo

Musicarello shock racconta di una voce di donna che si libera. All’inizio è interiore, casalinga, inconsapevole, ma poi si esteriorizza, diventa pubblica, politica. La vicenda di Nora, restituita da Valentina De Giovanni, ripercorre indirettamente gli eventi sociali, culturali e istituzionali che hanno caratterizzato la storia della modernizzazione italiana e che, secondo quanto scrive Fiamma Lussana nel saggio L’Italia del divorzio, hanno portato l’opinione pubblica ad abbandonare formalmente il principio di indissolubilità del matrimonio. Oltre a ciò, lo spettacolo prova a fare luce su uno scarto di pensiero fondamentale per l’emancipazione femminile, ossia la messa in dubbio del mito dell’amore monogamico romantico come unico destino degno nella vita di una donna: un mito che in quegli anni veniva rinnovato, modellato e immortalato proprio dalla musica leggera nostrana. Infatti, in Musicarello shock le canzoni pop, proprio come nel genere cinematografico cui fa riferimento il titolo, costituiscono il vero fulcro drammaturgico e spettacolare. Non fanno solo da contraltare agli eventi della trama ma aprono, conducono e portano a compimento la narrazione, inscenando una storia parallela e facendo suonare i sentimenti della collettività. Cantando, De Giovanni ci invita a ricordare le parole d’amore con cui sono cresciute le nostre madri e a riflettere su questa eredità, oltre che a divertirci ed emozionarci di nuovo insieme, nella vicinanza fisica. Perché, e questo è un messaggio fondamentale dello spettacolo, la musica è un mezzo espressivo e comunicativo straordinario, che anche nei momenti di più grande repressione e sofferenza può aiutarci a veicolare all’esterno le nostre emozioni e a sentirci gli uni con gli altri.

maggio 18, 2022
 

IN EXITU

Teatro Vascello 4 Maggio 2022

IN EXITU

dall’omonimo romanzo di Giovanni Testori nell’adattamento, interpretazione e regia di Roberto Latini musiche e suono Gianluca Misiti luci e direzione tecnica Max Mugnai collaborazione tecnica Riccardo Gargiulo, Marco Mencacci, Gianluca Tomasella produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi con la collaborazione di Armunia Festival Costa degli Etruschi Associazione Giovanni Testori, Napoli Teatro Festival Italia con il contributo di Regione Toscana e MiBAC

Roberto Latini dà vita alle parole dell’omonimo romanzo di Giovanni Testori (1988). Il testo racconta l’uscita di scena di una vita consumata in evasione, in eversione. La vita di Gino Riboldi, un giovane tossico ridotto alla prostituzione, in una Milano intrisa di dolore e solitudine. La narrazione cede il passo alla forma e si sostanzia su un piano raffinatamente linguistico.

Il corpo-testo testoriano pulsa parole che sono sangue. La lingua è ferita dalla sintassi, diventa linguaggio. Il corpo-testo è le sue articolazioni, un movimento incessante, irrefrenabile, inesorabile. Lo si potrebbe percepire come indipendente. Non posso contrastarlo, organizzarlo, prevederlo. Devo permettere la sua intrattenibilità, lasciarlo andare via dal suo stesso corpo. Constatare lo strappo metrico delle sillabe, di ogni frase, del pensiero. Le parole abbandonano il testo, continuamente. Non attraverso di me, ma attraversandomi. Ho bisogno di non difendermi. E non potrei, non posso. Respiro. E non è l’attore ad agire la scena. Respira. L’attore in scena reagisce alla scena. Non posso recitare la provvisorietà di ogni passo, il disequilibrio. Non posso impararlo. Devo permettere il fluire. La sconfitta. Cadere. E non disturbare.

maggio 15, 2022
 

LINGUA MATRIGNA

Teatro Tordinona 28 Aprile 2022

LINGUA MATRIGNA

Da L’analfabeta di Agota Kristof

con Patrizia Labianca

Progetto e regia Marinella Anaclerio

Organizzazione Tiziana Laurenza

Comunicazione Antonella Carone Daniele Pratolini


E’ notte, Agota è sola nella sua casa con un registratore e, come Krapp o come un medico legale

durante un’autopsia, passa a setaccio la sua vita…o meglio la misura…nelle sue perdite e nelle sue

conquiste. Assistiamo al suo tirar le somme sulla sua vita, la vita di una profuga che mai è riuscita a

smettere di pensare di essere fuori luogo, fuori dal suo luogo.

Agota Kristof, una tra le più importanti ed amate scrittrici di lingua francese è nata in Ungheria nel

1935. Il padre è un insegnante, l’unico insegnante del suo piccolo paese. A 14 anni entra in collegio.

Nel 1956 lascia clandestinamente l’Ungheria, costretta ad abbandonare la sua terra natale insieme

al marito e figlia neonata, quando l’Armata rossa interviene in Ungheria per sedare le rivolte

popolari. Nella fuga porta con sé solo due borse: una di pannolini e biberon e l’altra per i suoi

vocabolari. Con la perdita della Madre Patria, si diventa orfani della Madre Lingua. “ come

spiegargli, senza offenderlo, e con le poche parole che so di francese, che il suo bel paese non è altro

che un Deserto, per noi rifugiati, un deserto che dobbiamo attraversare per giungere a quella che

chiamiamo “ integrazione”, “assimilazione”?.

In questa autobiografia scarna ma precisa, com’è il suo stile, la Kristof analizza e racconta la natura

del suo disagio più grande nella condizione di profuga: la perdita di identità intellettuale. Incapace di

esprimersi e di capire cosa le succede attorno, non conoscendo la lingua francese, si definisce muta

e sorda. Ed è questo che la messa in scena vuole urlare in silenzio allo spettatore…. Qual è lo stato

d’animo di urgenza comunicativa non sorretta da mezzi espressivi adeguati, l’inquietudine che prova

chi approda da profugo in terra straniera, chi da anziano non è messo nelle condizioni di capire i

nuovi mezzi di comunicazione pur costretto ad usarli, o ancora più semplicemente l’incomunicabilità

tra generazioni differenti, come tra lei e sua madre….

Questa esperienza, dalla Kristof, raccontata con tanta semplicità e profondità, è stata vissuta anche

da scrittori come Samuel Beckett, Irene Nemirovskij, Joseph Conrad, autori che nel ‘900 hanno alla

fine conquistato un posto di rilievo nella letteratura della loro… lingua Matrigna.

La Nostra Analfabeta, oramai tradotta in 18 lingue, considerata una delle maggiori autrici

contemporanee di lingua francese, parla al pubblico per ricordarsi quanta strada ha percorso prima

di avere la gratificazione di vedere le proprie opere tradotte da altri in tutto il mondo. Lo fa per per

ricordare ed incoraggiare quanti come lei, orfani di Terra e di Lingua devono ricominciare in età

adulta con l’alfabeto della Lingua Matrigna. Ogni parola ha una radice e questa germoglia in noi sin

 

dalla vita intrauterina, ascoltando il mondo che ci circonda… strappati da quel mondo si cerca di

restare a galla in acque sconosciute. Come sopravvivere senza disintegrarsi ma integrandosi? Ed

proprio lo Scrivere che, in esilio, diventa il suo mezzo per navigare nelle acque sconosciute di una

nuova cultura, il suo modo per sopportare gli anni tanto odiati, quelli in una fabbrica di orologi dove

sente soltanto il ritmo delle macchine e a quel ritmo deve adeguarsi. E decide di farlo proprio nella

lingua francese, che così tanto prima aveva detestato: leggere e scrivere è, per lei, “una malattia”,

un bisogno impellente.

“[…] questa lingua, il francese, non l’ho scelta io. Mi è stata imposta dal caso, dalle circostanze. So

che non riuscirò mai a scrivere come scrivono gli scrittori francesi di nascita. Ma scriverò come

meglio potrò. È una sfida. La sfida di un Analfabeta.”

 

Patrizia Labianca- Marinella Anaclerio
maggio 02, 2022
 

KREUZBERG

Teatro Tordinona 20 Aprile 2022

KREUZBERG


con Sofia Ferrero, Leonardo D'Attilio, Giovanni Cipolletta, Ruben Mulet Porena, Clarissa Curulli 


aiuto regia Daniele Di Martino coreografie Federica Bianconi vocal coach canto Beatrice Valentini foto Barbara Gravelli produzione Laboratorio di Arti Sceniche diretto da Massimiliano Bruno  

aprile 24, 2022
 

ENRICO IV

Teatro Tordinona 2 Aprile 2022

ENRICO IV

di Luigi Pirandello


Con Camilla Corsi

         Alessandro Lori


Regia di Tony Contartese

 

 Il tema dominante di Enrico IV è la scoperta del grigiore, dell’invecchiamento delle cose e di sé stessi. È questa la scoperta che convince Enrico, nel momento in cui rinsavisce, a non tornare più alla sua vita autentica. Il dramma “storico” diventa il dramma della storia, del tempo che non si può recuperare, neppure nello spazio della fantasia. La rottura non è più soltanto orizzontale, con la propria contemporaneità, ma anche verticale, col passato e col futuro. Non è un caso che il tema dominante sia la pazzia, e cioè il morbo senza tempo. Enrico IV è il personaggio più disperato, più tragico di Pirandello perché il processo di disgregazione dell’individualità e della socialità viene condotto fino al limite estremo.


aprile 24, 2022
 
 
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