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INCENDIES

Teatro Tordinona 30 marzo 2022

INCENDIES

 regia di Massimiliano Vado.

Aiuto regia: Alessandra Lucidi

Assistente alla regia: Tommaso Caboni

con

Elisabetta Anella nei ruoli di Nazira e Sawda.

Niccolò Felici nei ruoli di Wahab, Simon Marwan e Nihad.

Ester Gugliotta nei ruoli di Antoinette Ducharme, Abdessamad Darazia e la guida di Kfar Rayat.

Asja Mascarini nel ruolo di Hermille Lebell (notaio)

Ugo Caprarella nei ruoli di Ralph, soldato, fotografo, medico dell’orfanotrofio.

Sofia Pasquali nei ruoli di Nawal Marwan e Jeanne Marwan

 

Canada, 2002. Una donna, Nawal Marwan, ex rivoluzionaria della guerra civile in Libano, è

appena deceduta lasciando ai suoi due figli gemelli, Jeanne e Simon, un testamento. Con il

testamento, però, la madre chiede ai due figli di ritrovare il loro padre e il loro fratello, due persone

delle quali i gemelli non avevano mai sentito parlare fino a quel momento. Solo così i figli

aiuteranno la madre a mantenere le sue promesse, promesse che le permetteranno di ricevere

una sepoltura dignitosa.

Si può negare il passato oppure pedinarne le tracce a prezzo di dolorose scoperte, ma non si può

crescere senza fare i conti con la memoria. Con l’aiuto del notaio Hermile Lebel, i due gemelli

inizieranno un viaggio alle radici della rabbia degli sconfitti attraverso il dispiegamento della vita di

una donna proveniente da una terra senza pace.

aprile 02, 2022
 

NON EROGA METANO

Teatro Tordinona 24 Marzo 2022

NON EROGA METANO

Scritto da: Andrea Giovalè 

Interpretato da: Sara Mafodda, Mersila Sokoli, Michele Eburnea 

Non eroga metano è la storia di una generazione, cristallizzata in tre punti di vista. 

Sara, 24 anni, che vuole un futuro al più presto. 

Michele, il suo ragazzo, che a 24 anni dal futuro vuole solo fuggire. 

Mersila, 28 anni, che il futuro se lo ritrova dentro, senza preavviso. 

È notte fonda, una macchina si ferma alla Stazione di servizio Colle Tasso Nord. Al settimo mese di gravidanza, Mersila scende dalla macchina ed entra nell’autogrill. 

Dentro, incontra Sara. 

Mersila non sembra a suo agio, qualcosa la turba. Sara cerca di confortarla: lei sa un sacco di cose sulla gravidanza. Tra le due si instaura un legame. 

Sara la invidia: un figlio è un dono che lei non riesce, forse non può ricevere. Mersila invidia Sara: ancora in grado di decidere cosa fare della sua vita senza dipendere da qualcos’altro. 

La ragazza incinta non sembra in grado di rimettersi alla guida, ma non vuole chiamare un’ambulanza. L’impasse si sblocca solo con l’arrivo di Michele. 

marzo 27, 2022
 

La nausea

Teatro Tordinona 20 MARZO 2022

La nausea
Melanchonia 1

liberamente tratto da "la nausea di Jean Paul Sartré"

di Rossella Or

con Rossella Or e Marco Solari

Scritto da Jean-Paul Sartre nel ’33 a Berlino durante il suo dottorato, aveva allora 28 anni, e pubblicato in Francia solo nel ’38.
L’opera in origine aveva il titolo Melancholia, dall’omonima incisione di Albrecht Dürer. Fu l’editore Gallimard a chiedere all’autore di cambiare il titolo in “La nausée”.

Scrive Fabia Zanasi: “In una intervista rilasciata nel 1964, Jean Paul Sartre affermò che un romanzo come La nausea non conta nulla, se nel mondo esistono bambini che muoiono di fame. Tale affermazione non possedeva alcunché di retorico ed è sicuramente più comprensibile a distanza di tempo, in particolare alla luce delle memorie di Simone De Beauvoir dedicate al filosofo e compagno di vita. Quasi nell'esordio dell'opera Cerimonia degli addii, Simone rende infatti nota l'intransigenza di Sartre che per tutta l'esistenza non smise mai di porsi in discussione e di "pensare contro se stesso".

L’incontro tra due giovani intellettuali che si ritrovano d’improvviso, dopo una separazione, in una camera d’albergo per poi ripartire ciascuno per il proprio destino.
La storia è ambientata nel 1933 in una capitale europea, in un’Europa attraversata da inquietudini, soprattutto dall’inquietante ascesa e presa del potere del partito nazionalsocialista di Adolf Hitler. Senza ancora sapere tutto quello che in seguito sarebbe accaduto, i due si confessano i dubbi, le domande sul senso stesso dell’esistere, sul senso della vita, della passione, dell’impegno.
Hanno solo una strana leggera sensazione, l’aria di voler dire qualcosa e di esserne continuamente impediti. Mentre allo stesso tempo, simultaneamente, la coscienza di questo non riesce a far passare sotto silenzio il corpo. A sfuggirgli, o a servirsi di esso. La coscienza è lì anch’essa, e questo “essere lì” non è più riscattato nel suo essere di quello degli oggetti. Essi “sono di troppo”, essa “è di troppo”.

marzo 22, 2022
 

Il Cuore di Anna

Teatro Tordinona 3 Marzo 2022

"Il Cuore di Anna"

Scritto e diretto Vanna Mazza

con

Anna - Ylenia Petrelli

Stefania - Febe Rubino

Teresa - Vanna Mazza

Agnese - Maria Cristina Di Nunzio

E Andrea De Satti

 

Anna è una giovane donna, vittima di violenza, apatica, senza più emozioni, che non ha più il suo "Cuore". Cosciente di averlo posseduto un tempo, si rivolge, in un'atmosfera surreale, ad una figura maschile allegra, gentile e semplice: sarà lui che, nel tempo, l'aiuterà a capire come e quando ha perso il suo "Cuore" e a recuperarne tutti i pezzi. Ma chi è veramente questa figura misteriosa? E' solo uno sconosciuto? O piuttosto il ricordo di un antico e caro amico, antitesi del marito violento? O è forse la parte di lei ancora vitale, che vuole riemergere e indicarle il cammino per ritrovare se stessa? La vicina, la psicologa, la madre saranno sostegni lungo la strada per costruire una vita diversa, lontana dal marito...

 

marzo 09, 2022
 

Le Donne di Buon Umore

TEATRO TORDINONA 27 Febbraio 2022

Le Donne di Buon Umore

di Carlo Goldoni adattato da Antonella Antonelli con la Regia di Massimiliano Milesi con: Antonella Antonelli, Marina Benetti, Maria Grazia Bordone, Sergio Conti, Lucilla Di Pasquale, Manuel Kilani, Marco Laudani, Elisabetta Mancusi, Natasha Milesi, Fabrizio Mischitelli, Tiziana Narciso, Laura Nardi, Giovanni Prattichizzo, Violetta Rogai

Freschezza e Modernità degli intenti Goldoniani

marzo 08, 2022
 

Commedia in tre donne

Teatro Tordinona 18 febbraio 2022

“Commedia in tre donne – o l’amore di Romeo e Giulietta ai nostri giorni”

Scritto da Agustina Risotto, regia di Antonio Monsellato, con: Miriam Galanti, Angela Pepi, Agustina Risotto

Una piéce che racconta di tre ragazze che nella società contemporanea affrontano problemi e tematiche in un modo estremamente diverso, perché è proprio la loro diversità che le rende complici. In una giornata da ricordare scaveranno ognuna nella propria oscurità, entreranno in crisi, ma è proprio lì che si trova ciò che può renderle libere. Il tutto con ironia, leggerezza, un pizzico di follia e qualche lacrimuccia.

febbraio 25, 2022
 

LA RICREAZIONE INFINITA DEL SESSANTOTTO

Teatro Tordinona 25 Gennaio 2022

LA RICREAZIONE INFINITA DEL SESSANTOTTO

Una commedia scritta e diretta da Massimiliano Perrotta

Con: Roberto Pensa e Brunella Caronti

Gli attori interpretano una coppia di borghesi ex sessantottini che provano a fare i conti con se stessi e con una controversa pagina della nostra storia recente: accuse, controaccuse, recriminazioni, ipocrisie, riflessioni sociali e politiche in una commedia brillante dal ritmo serratissimo.
Dopo "Hammamet", tragedia su Bettino Craxi che vinse il Premio Giacomo Matteotti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il drammaturgo siciliano Massimiliano Perrotta si misura con un altro tema scottante e controverso. La commedia indaga luci e ombre del sessantotto: un evento che nel bene e nel male rivoluzionò la società occidentale lasciandoci una finestra aperta.

gennaio 30, 2022
 

TAVOLA TAVOLA, CHIODO CHIODO…

Teatro Vascello 5 Dicembre 2021

TAVOLA TAVOLA, CHIODO CHIODO…

un progetto di Lino Musella e Tommaso De Filippo
tratto da appunti, corrispondenze e carteggi di Eduardo De Filippo

uno spettacolo di e con Lino Musella
musiche dal vivo Marco Vidino
scena Paola Castrignanò
disegno luci Pietro Sperduti
suono Marco D’Ambrosio
ricerca storica Maria Procino
collaborazione alla drammaturgia Antonio Piccolo
assistente alla regia Melissa Di Genova
costumi Sara Marino
fotografie Mario Spada
produzione Elledieffe, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale

Ha debuttato lo scorso ottobre in Prima Nazionale al San Ferdinando – il Teatro di Eduardo – Tavola tavola, chiodo chiodo… una nuova produzione di Elledieffe e dello Stabile di Napoli con Lino Musella, autentico talento della scena, tra i più apprezzati della sua generazione, vincitore – tra gli altri – nel 2019 del Premio Ubu come migliore attore.

A ‘dare il là a questo nuovo progetto, fortemente voluto dall’attore napoletano e andato in scena solo per poche repliche a causa della chiusura dei Teatri, sono state le tante riflessioni emerse, durante la pandemia, sul mondo dello spettacolo e sulle sue sorti.

“In questo tempo mi è capitato – scrive Musella nelle sue note – di rifugiarmi nelle parole dei grandi: poeti, scrittori, drammaturghi, filosofi, per cercare conforto, ispirazione o addirittura per trovare, in quelle stesse parole scritte in passato, risposte a un presente che oggi possiamo definire senza dubbio più presente che mai; è nato così in me il desiderio di riscoprire l’Eduardo capocomico e – mano mano – ne è venuto fuori un ritratto d’artista non solo legato al talento e alla bellezza delle sue opere, ma piuttosto alle sue battaglie donchisciottesche condotte instancabilmente tra poche vittorie e molti fallimenti”.  Tommaso De Filippo – impegnato nella cura dell’eredità culturale della famiglia – ha appoggiato Lino Musella nella sua ricerca nelle memorie di Eduardo volendo incoraggiare fortemente il dialogo tra generazioni in scena. L’attore darà dunque voce e corpo alle parole delle lettere indirizzate alle Istituzioni, ai discorsi al Senato, agli appunti, ai carteggi relativi all’impresa estenuante per la costruzione e il mantenimento del Teatro San Ferdinando; lo affiancherà in scena il maestro Marco Vidino che eseguirà dal vivo musiche originali appositamente composte per lo spettacolo. “Tavola tavola, chiodo chiodo – continua Musella – sono le ultime parole incise su una lapide del palcoscenico del San Ferdinando, lapide che Eduardo erige a Peppino Mercurio, il suo macchinista per una vita, che tavola dopo tavola, appunto, era stato il costruttore di quello stesso palcoscenico, distrutto dai bombardamenti nel ‘43.  Faccio parte di una generazione nata tra le macerie del grande Teatro e che può forse solo scegliere se soccombere tra le difficoltà o tentare di mettere in piedi, pezzo dopo pezzo, una possibilità per il futuro, come ermeticamente indicano quelle parole – incise nel Teatro di Eduardo – che in realtà suggeriscono un’azione energica e continua.

Questo grande artista è costantemente impegnato a ‘fare muro’ per smuovere la politica e le Istituzioni e ne esce spesso perdente, in parte proprio come noi in questo tempo, ma anche da lontano non smette mai di alzare la sua flebile, roboante voce e mi piace pensare che lo faccia proprio per noi”.

 

dicembre 22, 2021
 

KASPAR

Teatro Palladium 9 Dicembre 2021

KASPAR (OVVERO UNA TORTURA DI PAROLE)

(In lingua tedesca con soprattitoli in italiano)

di Peter Handke

con Lea Barletti e Werner Waas

regia/produzione di Barletti/Waas

con il sostegno dell‘ ItzBerlin e.V.

collaborazione di Iacopo Fulgi e Harald Wissler 

e con il contributo del Forum Austriaco di Cultura         

Kaspar è una rielaborazione di Peter Handke della misteriosa vicenda di Kaspar Hauser e prende spunto dalla frase di Kaspar “Vorrei diventare un tale come già un altro fu” e muove dal proposito di dimostrare come una coscienza umana “vuota” possa essere riempita, e con ciò violentata, con l’esercizio di formule linguistiche convenzionali. Un suggeritore sottopone Kaspar a una vera e propria tortura di parole fino a quando acquista proprietà di linguaggio e comincia a ribellarsi. A quel punto il gioco si complica e non si sa più con esattezza chi è a condurre il gioco. 

Lo spettacolo Kaspar non dimostra, COME STANNO VERAMENTE LE COSE o COME SONO ANDATE VERAMENTE LE COSE con Kaspar Hauser. Esso dimostra COSA È POSSIBILE FARE con qualcuno. Esso dimostra come qualcuno possa essere portato a parlare attraverso il parlare. Lo si potrebbe anche chiamare una tortura di parole… (Peter Handke)

Note di regia

È possibile portare un essere umano a una identità attraverso la parola? O come dice Handke attraverso una tortura di parole? All’inizio Kaspar è una specie di essere autistico in relazione immediata e sconfinata con tutto quello che lo circonda. Alla fine, Kaspar è portato nella realtà ed è consapevole di cosa ha perso per strada. Questa è la storia di noi tutti, da questa storia deriva tutto quello che noi chiamiamo coscienza. Le emozioni e le parole non coincidono, non si può fare affidamento sulle parole. L’unica cosa che si può fare è continuare a indagare a partire dalla propria diffidenza, per poi scoprire che questa ricerca è senza fine. Lo spettacolo mostra come si può portare qualcuno alla parola attraverso la parola stessa. Alla fine, ci ritroviamo tutti uguali e molto più vicini gli uni agli altri di quanto avremmo pensato. Siamo tutti Kaspar – bisogna solo mettersi in ascolto o come dice Kaspar: „Io: sono: io: soltanto: per: caso “ 

 Note biografiche

Lea Barletti e Werner Waas si sono conosciuti molti anni fa a Roma. Da allora vivono e lavorano insieme, prima a Roma, poi a Monaco di Baviera, quindi a Lecce e attualmente a Berlino. Insieme, hanno prodotto, diretto e interpretato un gran numero di spettacoli, fondato una compagnia teatrale (Induma Teatro), cofondato un Centro Culturale Multidisciplinare (“Manifatture Knos”, a Lecce, tutt’ora attivo seppure ormai senza di loro), organizzato sette edizioni (tra il 2008 e il 2015) del Festival/Laboratorio di arti performative “K-now!” (sempre a Lecce), inventato un premio nazionale di drammaturgia contemporanea (“Il Centro del discorso”, tre edizioni tra il 2008 e il 2011), fondato un’altra compagnia (Barletti/Waas), con la quale attualmente girano e lavorano tra Germania e Italia, e fatto negli anni un gran numero imprecisato di altre cose, tra cui due figli (Rocco e Tobia). 

dicembre 15, 2021
 

FUORI

Teatro Tordinona, 11 dicembre 2021

Florian Metateatro Centro di Produzione Teatrale

presenta

FUORI

scritto, diretto e interpretato da Nella Tirante

Compagnia Cosa Sono le Nuvole

Aiuto regia: Gaia Benassi

Scene e costumi: Nella Tirante

Audio e luci: Ettore Bianco

Disegno luci: Roberto Zorn Bonaventura

Ufficio stampa

Flaminio Boni

flaminioboni@gmail.com

 

Testo vincitore del Premio Sipario al Concorso Autori Italiani 2020 nella sezione monologhi

Premio Tragos 2021, concorso europeo per il teatro e la drammaturgia.

Nella Tirante, autrice e attrice, torna in scena con un suo nuovo lavoro dopo il fermo obbligatorio dovuto alla pandemia.

E’ proprio da questa esperienza dolorosa di arresto forzato che nasce il testo, ma il lock down è solo il punto di avvio di un’analisi più approfondita dell’animo umano.

Il silenzio è esploso improvvisamente.

Il lock-down ha creato uno stato mentale per uscire dal quale è necessario affrontare sia il passato che il presente; è necessario avere il coraggio di uscire davvero, di andare F U O R I, fuori dalle nostre comode convinzioni e dalle convenzioni.

Fuori è uno spettacolo sul teatro, che parla di emancipazione e desiderio di libertà; una feroce riflessione di una donna, che è anche madre, compagna e attrice, su se stessa.

La scrittura è schietta, diretta, piena d’ ironia e anche di rabbia: un flusso di pensiero corpo e voce che innesta il presente sul passato tra ricordi di infanzia e il profumo della terra di origine.

Note di regia:

Il mio imprevedibile clown-donna, mescola presente e memoria rinchiusa nella sua stanza, e formula una litania destinata a ripetere non solo il suono della nostalgia, ma anche il vibrare di un’avida voglia di tornare alla vita.

Lo spettacolo è in piccola parte un tributo al lavoro dell’attore: proprio in questo momento terribile della nostra storia è grande il bisogno di parlare di ciò che è successo alla nostra categoria e del rischio di essere dimenticati.

E’ grande adesso per me, la necessità di andare in scena.

A quelle parole scritte potrò dare finalmente carne e voce.

dicembre 14, 2021
 

LA BOTTEGA DEL CAFFÈ

In streaming dal Teatro Tordinona 21 Novembre 2021 

LA BOTTEGA DEL CAFFÈ

Teatro da Viaggio

di Carlo Goldoni

Regia Massimiliano Milesi

con

Antonella Antonelli

Maria Grazia Bordone

Claudio Carnevali

Christian Cavallini

Sergio Conti

Katia De Persio

Manuel Kilani

Marco Laudani

Natasha Milesi

Laura Nardi

Giovanni Prattichizzo


Adattamento  Antonella Antonelli

 Il caffè gestito da Ridolfo funge da osservatorio per il maldicente don Marzio. Sua vittima prediletta è Eugenio, giovane mercante che ha perso enormi somme nella bisca di Pandolfo giocando col falso conte Leandro, in realtà un truffatore di nome Flaminio.

Non risparmia nemmeno Vittoria, moglie di Eugenio, alla quale racconta la frottola di una relazione di suo marito con la ballerina Lisaura, corteggiata invece da Flaminio.
Quando poi Placida, moglie di Flaminio, giunge da Torino alla ricerca del marito, don Marzio la fa passare per una nota avventuriera… Finché i nodi vengono tutti al pettine. E don Marzio finirà con l’essere isolato da tutti, escluso da una società dai tanti lati oscuri.

«Il luogo della scena, che non cambia mai, merita qualche attenzione: è una piazzetta nella città di Venezia. Di fronte vi sono tre botteghe: quella in mezzo è un caffè, quella a destra è occupata da un parrucchiere e l’altra a sinistra da un biscazziere. Da una parte, vi è fra due calli, una casetta, abitata da una ballerina, dall’altra una locanda». È lo stesso autore a descriverci nei “Memoires” la scena con perfetta unità di luogo, in cui si svolge “La bottega del caffè”: una commedia corale incentrata su un microcosmo che tratteggia uno sfaccettato affresco sociale e umano su cui il maldicente don Marzio imbastisce i suoi ricami. Goldoni, sempre nei “Memoires”, definisce don Marzio “un chiacchierone maldicente, molto originale e comico, uno di quei flagelli dell’umanità che preoccupa tutti quanti, e infastidisce i frequentatori abituali del caffè”.
Con sottigliezza e fantasia, don Marzio carpisce le confidenze e i segreti dei vari personaggi, capta
notizie e le distorce a suo piacimento. Don Marzio inventa e calunnia, ma finisce con lo scoprire verità nascoste. In particolare, verso il finale è lui a rivelare al capo dei birri il luogo in cui il biscazziere Pandolfo poco prima gli ha confessato di nascondere le carte truccate, così da causarne l’arresto, salvando
dalla rovina il mercante Eugenio, imperterrito giocatore. Nelle ultime scene don Marzio è solo, al
centro del campiello, e i vari personaggi compaiono alternandosi dalle finestre e dalle porte degli edifici che si affacciano sulla piazzetta, protestando uno dopo l’altro per gli equivoci e le false dicerie, ma in realtà facendo di lui il capro espiatorio delle loro colpe e omissioni. Moderna e complessa, ricca di ironie e acutezze, la commedia unisce una sapiente scrittura drammaturgica corale all’italiano settecentesco parlato, superando la stessa caratterizzante unità d’ambiente, quella di un campiello veneziano, dalla mattina al tramonto, in uno spaccato di vita quotidiana, che mette insieme lo spazio aperto di un caffè e quello chiuso di una casa da gioco clandestina.

novembre 24, 2021
 

INSULIN IN CONCERT

 In streaming dal Teatro Tordinona 14 Novembre 2021

Next Stop Neverland

INSULIN IN CONCERT

Concerto e reading per i 100 anni dalla scoperta dell’insulina

La storia della scoperta dell’insulina in musica e parole

Con: Renato Giordano (Narratore), Gabriele Coen (Clarinetto, Sax tenore), Alessandro Gwis (Piano), Luca Buttiglieri (Voce) e con Stella Anton e Nunzia Plastino

novembre 16, 2021
 

SHIT - Il virus della verità

 In streaming dal TEATRO TORDINONA 10 novembre 2021

TANIT srl

Presenta

SHIT - Il virus della verità

di Claudio Forti

con: Leonardo Sbragia, Gaia Benassi, Pierre Bresolin, Carlotta Tommasi

Scene Francesco Fassone, costumi Claudia Leonardi

Regia Marco Mattolini

Regista assistente Gloria Pomardi

Organizzazione generale   Federico Alessi

La voce del regista è di Alberto Di Stasio

Chi ha detto che la leggerezza è l’opposto della profondità? La lettura di questo testo mi ha convinto proprio perché ha il dono di parlare di cose molto serie e gravi (come la verità, la salute mentale, la comunicazione, le paure che incombono in particolare sui giovani e ne condizionano la vita) con tono divertente ed accessibile a tutti. Non è un caso che il testo, scritto nella sua prima versione tredici anni fa, riscuota oggi un lusinghiero, quanto imprevisto, successo fra i giovani anche nella sua versione stampata (Casa editrice Caissa Italia di Bologna).

In sintonia con Claudio Forti che ne è autore, abbiamo formato una compagnia di giovani attori che debutterà proprio con la nuova versione del lavoro ambientata, per la prima volta, in una radio che racconta la diffusione globale di questo destabilizzante virus della verità che colpisce curiosamente solo i più abbienti.

Abbiamo deciso di sottolineare come la storia sia  ambientata negli Stati Uniti, espediente  che ci consente di rendere il paradosso del testo ancora maggiore a confronto col gigantismo che caratterizza quella società, a partire dalle diseguaglianze sociali (che certo non mancano anche nel nostro Paese), dalla prevaricante influenza dei media, dall’esasperazione di certi atteggiamenti narcisistici delle persone più in vista, dalla concezione del denaro come valore predominante della vita di ciascuno (la famosa contrapposizione fra vincenti e perdenti, esportata in diversa misura in tutto il mondo).

Adam e Eve, i due conduttori di questa emittente si collegano con corrispondenti ed esperti da tutto il mondo raccontando la storia di questa pandemia dal suo inizio, documentandone gli aspetti più eclatanti e annunciando alla fine che è stato trovato il vaccino in grado di debellare il virus, permettendo che ciascuno degli infetti torni alla sua abituale ipocrisia.   

Sono stato colpito anche dal confronto tra la prima versione, ambientata in uno studio televisivo che si giovava di proiezioni per far vivere i collegamenti e questa che si svolge in una radio. Questa nuova versione aggiunge alla comicità del testo anche il divertimento che viene dal fatto che la radio non si vede, si sente. Siamo solo noi i privilegiati che avranno la possibilità di vedere lo studio da cui si trasmette e le location dei vari collegamenti dal vivo o “registrati”. 

Scene e costumi dai colori vivaci, fino all’esagerazione, soluzioni tecniche semplici come i vecchi trucchi teatrali, recitazione sopra le righe che mano a mano cresce con musiche, la maggior parte delle volte, semplici stacchetti o jingle del trash pop contemporaneo; funambolica abilità degli attori che interpretano una quindicina di ruoli diversi di trasformarsi in pochi secondi, e rendersi riconoscibili oltre che con i costumi anche con la semplice postura del corpo.   Marco Mattolini

 

novembre 15, 2021
 

Il grande inquisitore

In streaming dal Dal 19 al 24 Ottobre al Teatro Tordinona

IL GRANDE INQUISITORE

Da I Fratelli Karamazov di F.M. Dostoevskij 

Con Flavio Albanese e Tony Marzolla

Drammaturgia e Regia di Marinella Anaclerio 

Organizzazione Dario Giliberti 

Comunicazione Marilù Ursi 


 …perché sei tornato? No, non rispondere! Non hai il diritto di aggiungere niente a quello che hai già detto! 

Quindici secoli fa hai messo tutto nelle nostre mani… 

In questi quindici secoli siamo riusciti con grande fatica a sconfiggere quella libertà che tu avevi regalato agli uomini  e per la quale hanno tanto sofferto. 

Ora che abbiamo conquistato il potere in Tuo nome 

quella libertà sono venuti a deporla ai nostri piedi 

chiedendoci di gestirla per loro  e ora più che mai si sono convinti di essere liberi. 

Non ti permetterò di rovinare tutto!... 

Da I Fratelli Karamazov di F.M. Dostoevskij 

Con Flavio Albanese e Tony Marzolla

Drammaturgia e Regia di Marinella Anaclerio 

Organizzazione Dario Giliberti 

Comunicazione Marilù Ursi 


 …perché sei tornato? No, non rispondere! Non hai il diritto di aggiungere niente a quello che hai già detto! 

Quindici secoli fa hai messo tutto nelle nostre mani… 

In questi quindici secoli siamo riusciti con grande fatica a sconfiggere quella libertà che tu avevi regalato agli uomini  e per la quale hanno tanto sofferto. 

Ora che abbiamo conquistato il potere in Tuo nome 

quella libertà sono venuti a deporla ai nostri piedi 

chiedendoci di gestirla per loro  e ora più che mai si sono convinti di essere liberi. 

Non ti permetterò di rovinare tutto!... 

Il racconto è una delle analisi più lucide sul rapporto fra l’essere umano e il clero di tutte le religioni. L’essere umano ha sempre avuto bisogno di un intermediario per relazionarsi al divino e su questo bisogno si fondano e si  distruggono  tutte  le “chiese”. 

La leggenda del grande inquisitore è uno dei capitoli più famosi all’interno del grande romanzo di Fedor 

Dostoevskij, I fratelli Karamazov, pubblicato in Russia nel 1880. Si tratta di un apologo, un racconto che Ivan Karamazov fa a suo fratello  Alesa Karamazov alla vigilia dell’assassinio del padre e della sua malattia mentale che lo porterà a vedere e dialogare con un originalissimo Diavolo. 

   Nella Spagna dell’inquisizione, tra i roghi degli eretici, appare un personaggio misterioso, forse proprio Gesù. La folla lo riconosce e comincia a chiedergli miracoli, lui resuscita una bambina, dona la vista ad un cieco, ma il vecchio inquisitore lo fa arrestare e portare in prigione. La sera i due si incontrano e l’inquisitore, forse in preda ad un delirio o forse no, gli spiega il motivo per cui lo metterà al rogo. Con estrema lucidità gli dice che la chiesa ha reso gli uomini felici, non lui, con la sua libertà. 

La chiesa e il clero ha completato meglio di lui la sua opera, l’uomo ha bisogno di qualcuno a cui inchinarsi, qualcuno da adorare. Gesù in definitiva ha chiesto all’uomo cose che lui, vile e pauroso, non può dare, l’uomo vuole il pane, non la libertà. 

  Dostoevskij in questo capitolo esprime la contrapposizione tra libertà e costrizione, tra fede nella vita e negazione di essa. Nella leggenda del grande inquisitore si esprime, un forte pessimismo per la condizione umana ma anche  l’esigenza di una spietata sincerità. 

  Quando Nietzsche lesse Dostoevskij, l’impressione che ne ricavò fu fortissima. Arrivò a parlare dell’autore russo come di un ‘fratello di sangue’. Come se avesse riconosciuto in lui le sue stesse ossessioni. E forse addirittura qualcosa di più: ossia un certo stile di pensiero, per cui l’idea non è mai un’astrazione, ma sempre e soltanto una realtà incarnata, realtà vivente, realtà fatta persona.
ottobre 27, 2021
 

CORSIVO PER DONNA

In streaming dal Teatro Tordinona 23 ottobre 2021 

CORSIVO PER DONNA 

Scritto e diretto da Luca Milesi 
Con Luca Milesi e Maria Concetta Liotta 
Assistente alla regia Francesco Sotgiu 
dialogo semiserio sulla coppia al tempo del virus 
Una catena tragicomica di umane situazioni al limite, di quelle nate con la pandemia, il non-tempo per antonomasia, che priva le storie personali del loro cibo naturale, il rapporto con l’esterno: dove le storie di coppia in molti casi sono deflagrate perdendosi nel nulla. 
I due protagonisti, uniti sulla scena come nella vita, sopravvivono per amore misto a “tigna”. 
Nei giorni del lockdown vivono le situazioni al limite del razionale che tutti ricordiamo, fra la ricerca degli espedienti più disparati per tirarsi su di morale e la paura declinata al plurale: quella di ammalarsi, di non vedere la luce alla fine del tunnel, di non sapere più cosa dirsi. 
“Corsivo per donna” ritrae lui e lei al tempo della prima estate dell’era del virus. A prima vista il peggio sembra essere passato, ma a ben guardare e soprattutto a ben sentire, il treno contro il quale sono andate a sbattere le loro vite ha lasciato segni grottescamente evidenti.
ottobre 26, 2021
 
 
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