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Ninna nanna

Teatro Tordinona 7 Ottobre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione NINNA NANNA di Tim Beauberg (sezione internazionale) con Mara Benedetti regia di Alex Franchini Una ragazza, forse autistica, è in Alaska sposata ad un uomo che le ha fatto conoscere amore, tenerezza e le ha mostrato i legami con la natura e gli animali. In una grande e terribile giornata si trova ad affrontare dilemmi fondamentali della vita, che lei risolve con una imprevedibile decisione. Il testo fa rivivere il gelido panorama del Nord rivelandone l’incredibile calore, le verità semplici e fondamentali per vivere.
ottobre 14, 2014
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La scala nascosta

Teatro Tordinona 7 Ottobre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione LA SCALA NACOSTA di Massimiliano Perrotta con Roberto Pensa, Natalia Simonova e Marco Castelli (voce) musica Emanuele Senzacqua Una donna e un idraulico alle prese con uno strano lavandino…
ottobre 14, 2014
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Encontros com pessoa

Teatro Tordinona 7 Ottobre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione ENCOTROS COM PESSOA di Salvatore Scirè con Pierpaolo Di Giacomo, Martina Rizzi e Adolfo Bianchi Whites Questo particolarissimo corto vuole illustrare la figura del grande poeta portoghese Fernando Pessoa, cercando di spiegare teatralmente il suo credo poetico. L’Autore propone così al pubblico un modo veramente originale per capire cosa sono gli eteronimi di Pessoa. La pièce vuole anche essere un omaggio alla cultura portoghese e alla città di Lisbona, tanto cara all’Autore.
ottobre 14, 2014
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Hotel Champagne

Teatro Tordinona 7 Ottobre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione
HOTEL CHAMPAGNE
di Lucio Castagneri con Paolo Di Gialluca, Giulia Pomarici, Giacomo Di Biasio regia di Giacomo Di Biasio. L’incontro tra lui e lei sconosciuti in un anonimo ristorante. Un ambiguo cameriere che portando a lei una bottiglia di champagne offerta dallo sconosciuto vi aggiunge una misteriosa rosa. Un amore improvviso e travolgente che include il cameriere in quello che potrebbe essere uno strano gioco.
ottobre 14, 2014
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Hamlet

Teatro Argentina 26 Settembre 2014
 HAMLET
un progetto di Andrea Baracco, Biancofango, Luca Brinchi e Roberta Zanardo (Santasangre)
regia Andrea Baracco
dramaturgia Francesca Macrì
impianto scenico, disegno luci, costumi Luca Brinchi e Roberta Zanardo
progetto video Luca Brinchi, Roberta Zanardo, Daniele Spanò
collaborazione al disegno luci Javier delle Monache
collaborazione ai costumi Marta Genovese
direzione tecnica Javier delle Monache
direzione di produzione Alessia Esposito
personaggi e interpreti
Amleto – Lino Musella | Gertrude – Eva Cambiale
Claudio – Paolo Mazzarelli | Orazio, Guilderstern – Michele Sinisi
Polonio, Prete, Osric – Andrea Trapani | Laerte, Rosencrantz, Attore – Woody Neri
Ofelia – Livia Castiglioni | Spettro – Gabriele Lavia (in audio e video)
produzione Teatro di Roma, Romaeuropa Festival, 369gradi
una co-produzione Festival Internacional de Teatro Clásico de Almagro
in collaborazione con Tfddal – Teatro Franco Parenti, La Corte Ospitale, AT CL Associazione Teatrale tra i Comuni del Lazio, Kollatino Underground
con il sostegno di Carrozzerie|n.o.t, Claudio Angelini (Città di Ebla), Link Academy
Amleto torna sulla scena come non ce lo aspetteremmo, in uno spettacolo che di questo personaggio dai mille volti offre una decifrazione contemporanea, per la regia di Andrea Baracco, con Biancofango e le scenografie multimediali di Luca Brinchi e Roberta Zanardo. Creata da William Shakespeare tra il 1598 e il 1602, “The Tragedy of Hamlet, Prince of Denmark” è una icona del teatro mondiale. Il motivo probabilmente risiede nel fatto che rompendo una aurea regola del teatro classico secondo cui il dramma è centrato sulla azione, Shakespeare sposta il peso della drammaturgia sul personaggio principale, il pallido principe danese. Così, in poco più di quattro secoli, Amleto è divenuto un caleidoscopio, da eroe a inetto, da fine intellettuale a cronico indeciso, dubbioso, oppure malinconico, perfino affetto dal complesso di Edipo, secondo una lettura psicanalitica: interpretazioni queste che nel tempo si sono stratificate sul testo restando ancorate all’epoca in cui hanno visto la luce. Regista con all’attivo spettacoli di autori classici e contemporanei, in particolare britannici, come nel suo precedente “Giulio Cesare” Baracco rimaneggia la drammaturgia con Francesca Macrì dei Biancofango in uno sforzo che vuole superare la parola, scrostare le sedimentazioni, restituire la complessità dell’opera. Un “Hamlet” in bilico e sul punto di cadere, come «l’uomo di oggi fragile e compromesso, che si trova costantemente a ruzzolare a terra inciampando nelle trappole che qualcuno ha depositato». Dieci personaggi, i principali della tragedia di Shakespeare che ne conta una trentina, prenderanno vita dentro la scenografia curata da Zanardo e Brinchi del collettivo Santasangre, fatta di schermi a varie dimensioni, con proiezioni e video talvolta sovrapposti, per rendere attraverso un segno minimalista la cifra liquida, ambigua, sfuggente di Amleto.
ottobre 09, 2014
 

That's it

Teatro Fassino, Avigliana 20 Settembre 2014
 Sandman (Belgio)
THAT’S IT
Concept, choreography and performance: Sabine Molenaar
Music: Emilian Gatsov
Light design: Filip Timmerman
Dramaturgy: Gina Șerbănescu
Coproduced by: Workspace Brussels
Supported by: 4Culture Association (Bucharest), Ultima Vez, workspacebrussels
(Belgium), Jardin d’Europe, Culture Programme of the European Union, Joji inc
Thanks to: Workspace Brussels, Artpotheek, Festival Cement
Dove finiscono i sogni e inizia la realtà?
In questo suo nuovo assolo di danza, Sabine Molenaar si spinge verso la deriva della realtà, recupera i suoi incubi onirici, trasforma le creature nascoste negli oscuri recessi della mente in un sogno che modifica il corpo, il tempo e lo spazio.
Un ottovolante di memorie che attraversa senza logica paesaggi onirici, storie e immagini. Con i suoi movimenti la danzatrice Molenaar seduce lo spettatore fino a condurlo faccia a faccia con la sua più grande paura: che nulla è come sembra.
Attraverso il “disagio” lo spettatore s’imbatte nello “stato” privo di controllo della danzatrice, arrivando così a scontrarsi con una bruciante domanda: dove finiscono i sogni e inizia la realtà?
Sabine Molenaar (1985, Olanda) si trasferisce ad Amsterdam nel 2003 per studiare Modern Theatre Dance. Nel 2006 lavora con Ann van den Broek per la performance “E19 the way to San José” e più tardi diventa co-fondatrice della compagnia olandese 'Instant Collective'. Nel 2008 torna a Bruxelles e lavora a livello internazionale per più di 2 anni con la compagnia 'Peeping Tom'. Nel 2012 crea il suo primo solo “That's it” con il sostegno della sua nuova compagnia Sandman. Lo spettacolo vince il primo premio all' ACT festival di Bilbao e il premio 'Strongest female talent' nel Theater Aan Zee' di Oostende, Belgio.
ottobre 09, 2014
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The d’autore – La mia casa è poesia

Casa di C.R. Avigliana 19 settembre 2014
The d’autore – La mia casa è poesia
Piccola Compagnia della Magnolia (Italia)
Autore raccontato: Dino Campana.
a casa di quattro cittadini aviglianesi 17-19 e 21 / 9
Quattro cittadini volontari per il festival apriranno la loro casa agli spettatori, e naturalmente alla compagnie straniere ospiti del festival. Convivialmente - sorseggiando un tè - si ascolteranno la presentazione e la lettura dei brani di un poeta/autore rappresentativo per ciascuno dei cinque paesi rappresentati al Festival. A seguire, un atelier pratico di scrittura/improvvisazione poetica sullo stile dell'autore proposto. Concluderà l'incontro una conversazione sul tema: TEMPO EFFIMERO: incroci tra teatro e letteratura. Autori: Dino Campana, Wisława Szymborska, Angelica Liddell, Tove Janson, Hugo Claus.
Questa attività rientra nel programma "C.ReS.co. Comunità Creative", ideata da C.ReS.co. Coordinamento nazionale della Scena Contemporanea, di cui Piccola Compagnia della Magnolia è socio promotore.
ottobre 09, 2014
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Duras mon Amour

Teatro Piccolo Eliseo 8 Ottobre 2014 Chai Teatro presenta
 Anna Clemente Silvera e Vincenzo Bocciarelli
In DURAS MON AMOUR
di Gennaro Colangelo
con Maurizio Palladino nel ruolo di Robert Antelme
Massimiliano Mastroeni e Francesco Tozzi
regia di Maurizio Palladino
La più famosa scrittrice del Novecento francese, Marguerite Duras, è in scena a Roma dall'8 al 12 ottobre al Teatro Piccolo Eliseo “Patroni Griffi”. L’associazione Chai Teatro produce lo spettacolo Duras Mon Amour, drammaturgia originale che ricostruisce gli ultimi mesi di vita della scrittrice. Sullo sfondo di mezzo secolo di storia francese, Duras racconta se stessa, la politica, i mariti, gli amici e il suo ultimo amore, Yann, diventando ella stessa personaggio da romanzo. Tenera e violenta, capace di grande generosità e incontenibili furori, l’autrice de "Il dolore", "L’amante" e tante altre opere di successo, dialoga con i propri fantasmi in un serrato incontro/scontro con gli uomini della sua vita, convinta che la solitudine dell’intellettuale sia la condizione della sua libertà creativa ma anche il duro prezzo da pagare al pubblico e al sistema mediatico famelico e invasivo, portato a divorare i propri idoli. La lotta contro le ingiustizie sociali e la capacità di battersi per preservare le proprie idee, caratterizzano l’ultima fase di una donna che mantiene la sua lucidità e il suo disprezzo per i mediocri fino alla fine.
Nelle note di regia di India Song, Marguerite Duras ha scritto che il lavoro “si costruirà a partire dal suono, poi dalla luce”. Così avviene per Duras Mon Amour, dove elementi elusivi ed allusivi si combinano e si confondono, inquadrando i quadri scenici come tranches de vie degli ultimi mesi di vita della grande scrittrice francese. Nell'appartamento parigino al n. 5 di Rue Saint-Benoit, divenuto negli anni sempre più claustrale, si sviluppa una dialettica notturna frutto di una tortura reciproca, attraverso la lenta discesa agli inferi di due sopravvissuti, in cui il testo dialogo col Cielo mentre la scrittura scenica commercia con l'Inferno. Al centro del gioco si colloca una figura femminile infelice e vampiresca, adorata da schiere di lettori in tutto il mondo, ma ancora oscillante tra il desiderio di successo e l'indifferenza verso la vita, in equilibrio tra un passato ancora denso di misteri o ambiguità e un presente in cui respinge e insieme ricerca l'attenzione di tutti. Non pretendiamo che la donna al centro del dramma sia la vera Duras, non esigiamo che venga riconosciuta come la nostra Duras, ma se questo nome famoso include le interpretazioni e i significati che un grande amore ingloba nel suo orizzonte di senso, allora la protagonista in qualche misura è comunque Duras. Eternamente in bilico tra verità e menzogna e quindi perfettamente adeguata al teatro: strumento ineffabile di illusione, menzogna che dice sempre la verità.
info: www.chaiteatro.it
ottobre 08, 2014
 

Sette minuti

Teatro Tordinona 30 Settembre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione
 SETTE MINUTI
 di Marco Piilucci con: Diletta Magnoni, Maximiliana Piotrowska, Valentina Cropanise, Luna Maiello, Maria Simoni, Federica Carlini, Giulia Masotti, Serenella Angelini, Simone Amato, regia Stefano Villani.
Sette minuti sono un tempo necessario per riflettere sulla propria vita i propri errori, le inutili vittorie. Sette minuti e tutto finisce. Sette minuti; nessuno avrebbe voluto tutto questo ma la vita va vissuta contromano per essere vissuta in pieno e senza rimpianti.
ottobre 06, 2014
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L'ultimo atto

Teatro Tordinona 30 Settembre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione
L’ULTIMO ATTO
di Daniele Scarpati interpretazione e regia di Luca Di Gennaro.
 Il protagonista è un giovane ragazzo senza nome che, nel tentativo disperato di reagire a un lutto inaspettato e devastante, cerca conforto e distrazione nel sesso virtuale e nelle tresche da chat. il web gli appare come una città incantata e piena di vita, che però, ai suoi margini, nasconde periferie degradate e piene di insidie. Un’inarrestabile spirale di violenza e squallore umano. Una caduta rapida e dolorosa verso il più nero e folle dei baratri.
ottobre 06, 2014
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Tutto ciò che non è amore

Teatro Tordinona 30 Settembre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione
 TUTTO CIÒ CHE NON È AMORE
di Sara Corelli con Pierfrancesco Perrucci
Matteo ha 22 anni, è un ragazzo apparentemente normale ma racchiude in se un profondo dramma che lo tormenta da quando era bambino. E’ in un carcere psichiatrico con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata e a causa della visita a sorpresa della madre, che non vede da due anni, è costretto a rivivere tutti quegli episodi della sua vita che lo hanno portato al compimento di quel folle gesto. Un colpevole “innocente”, un eterno fanciullo diventato adulto troppo presto nonché vittima e carnefice di un amore sbagliato.
ottobre 06, 2014
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Il giorno che cannibalizzato Eric Emmanuel Schmitt

Teatro Tordinona 30 Settembre 2014 “Schegge D’Autore” Festival della Drammaturgia Italiana XIV Edizione
IL GIORNO CHE HO CANNIBALIZZATO ERIC EMMANUEL SCHMITT di Anna Cantagallo con: Alberto Caccialupi, Massimo Mangia, Daniela Benvenuti, regia Nicola Caccavelli.
Con l’arte si mangia…perfino l’autore! Di questo si è auto accusata l’imputata. A sua discolpa solo banali scuse: era in numerosa compagnia mentre attendeva di incontrare il suo idolo alla fiera del libro, ed è stato lui stesso ad offrirsi in pasto alle sue lettrici. Infatti,come resistere all’invito di quel corpo corpulento dove, incredibilmente, è alloggiata l’anima delicata del grande scrittore Eric-Emmanuel Schmitt?
ottobre 06, 2014
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S C H I F O S I – l’orchestra vuota

Teatro Fassino, Avigliana 17 settembre 2014
 PRIMAVERA D’EUROPA /02
Spettacoli da Finlandia Belgio Italia Polonia Spagna
Bottega Bombardini (Italia)
S C H I F O S I – l’orchestra vuota
dall’opera omnia di David Foster Wallace
con Luca Iervolino incursioni sonore Massimo Cordovani
disegno luci Riccardo Cominotto foto Alessandra Basile
regia Rosario Sparno
“Cerco di dire solo che bisogna stare attenti ad assumere un atteggiamento stereotipato sulla violenza e l’abbrutimento. Anche nel caso delle donne. Che hanno le donne di tanto speciale?”
Un personaggio si muove fra i membri della sua famiglia. Abiti vuoti, radici secche. Le sue radici. L’orchestra che ha creato la musica della sua esistenza.
I nostri Schifosi sono personaggi torbidi, divertenti quanto autenticamente amorali che si confessano attraverso un originale, candido e violento linguaggio quotidiano e che raccontano la loro realtà. Una visione del mondo che con sgomento potremmo scoprire anche nostra. Protagonisti incapaci di “dare” gratuitamente, di donare, terrorizzati dalla verità, che mantengono i rapporti sociali solo perché sai non si sa mai, in fondo…. Approfondendo la vasta opera di David Foster Wallace abbiamo creato uno spettacolo, dove si indaga la possibilità di dire quel che non si può dire perché è amorale: i due temi presi in prestito da Wallace sono: la genitorialità e la violenza sulle donne. Una madre ambiziosa, decisa, disperatamente, a mostrarsi amorevole; un padre frustrato e moribondo che implora una indecente cortesia; un figlio che smette di recitare il ruolo del figlio perchè sa che gli altri sanno che lui sa che gli altri sanno.
Accompagnati dalle “note disturbanti” di Massimo Cordovani, si ascoltano parole che sono delle vere e proprie rivelazioni. I componenti di questa famiglia “normale” raccontano, dissacrandolo, il loro rapporto con gli altri e soprattutto con se stessi.
“La verità ti renderà libero. Ma solo quando avrà finito con te”
Bottega Bombardini nasce nel luglio 2013 dalla collaborazione di due artisti Luca Iervolino (attore) Rosario Sparno (attore, regista, autore) che lavorano insieme dal 2009.
“Schifosi-l’orchestra vuota” è la prima produzione indipendente della compagnia. L'opera di Wallace, ci è sembrata contenere in sé le caratteristiche che intendiamo perseguire con la nostra attività teatrale. Un linguaggio leggero e insieme profondo, un atto di fede nella forza delle storie e nella loro capacità di prendere allo stomaco e raccontare il mondo. Nel teatro che amiamo la ricerca stilistica si concilia con la narrazione: un teatro “popolare” che parli all'umanità contemporanea usando le armi dell'ironia della metafora e della poesia.
ottobre 02, 2014
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ZELDA

Chiesa di S. Croce, Avigliana 19 Settembre 2014
 PRIMAVERA D’EUROPA /02
Spettacoli da Finlandia Belgio Italia Polonia Spagna
Piccola Compagnia della Magnolia (Italia)
ZELDA / Vita e Morte di Zelda Fitzgerald
Creazione 2014 di Piccola Compagnia della Magnolia
Regia e drammaturgia di Giorgia Cerruti e Davide Giglio. Con Giorgia Cerruti
Zelda Sayre Fitzgerald: artista poliedrica, moglie dello scrittore Francis Scott Fitzgerald. Autrice nel 1932 del meraviglioso romanzo autobiografico “Lasciami l'ultimo valzer”. Morì all'età di quarant’otto anni in circostanze oscure nell'incendio dell'ospedale psichiatrico in cui era ricoverata a causa della sua instabilità mentale dovuta ad una grave forma di schizofrenia.
Per i suoi atteggiamenti anticonvenzionali e spregiudicati è stata spesso considerata una sorta di proto-femminista. Zelda e Fitzgerald, uniti da una straziante e struggente storia d’amore, sono stati un'icona della nuova Età del jazz in America e successivamente sono diventati negli anni ’20 un modello per l’Europa, attraversata dalla coppia durante i lunghi ed estenuanti ricoveri di Zelda. Sull'ultimo giaciglio dell’artista, sola e convalescente per congestione d'idee in un letto di un oscuro ospedale psichiatrico della provincia americana, si ripropongono le parole di una Zelda già in attesa della morte otto anni dopo il compagno. E da sotto il lenzuolo vengono estratti come rigurgiti dell'anima i simboli di una vita: un pegno d'amore di Scott, carte, lettere, giornali, fotografie. Con questo lavoro Piccola Compagnia della Magnolia approfondisce ulteriormente la propria ricerca teatrale nella sintesi tra ricerca formale e densità emotiva, affidando alla figura irriducibile di Zelda la metafora di un’inesausta ricerca del sublime. Un lavoro intimo, poetico e vivo, avvolto da un nauseabondo odore di rose rosa Piccola Compagnia della Magnolia compie una rigorosa e appassionata indagine a cavallo tra codici teatrali e ricerca attraverso una prassi scenica che spesso attraversa i classici, in un dialogo aperto e diretto con il pubblico. Il lavoro si concentra su un teatro antinaturalistico ed evocativo; un teatro “popolare”, che si prodighi per arrivare allo spettatore, senza quarta parete, un teatro dove sia sempre l’emozione a veicolare il senso. Il lavoro sulla vocalità, sulla parola insistita e scolpita, sull’espressività della maschera facciale e del gesto, sono elementi fondamentali nel percorso della compagnia che cerca di coniugare ricerca formale e densità emotiva in un delicato equilibrio. Pcm nasce nel 2004 dal desiderio di un gruppo di giovani allievi-attori desiderosi di dare un itinerario comune alle singole esperienze formative. Fin dal principio la Piccola Compagnia della Magnolia ha cercato di caratterizzarsi come un gruppo di lavoro permanente nella convinzione che il Teatro possa realizzarsi
nell’ambito di una Troupe. Pertanto, la Piccola Compagnia della Magnolia è un’impresa “a conduzione familiare” in cui tutte le attività – artistiche, tecniche, organizzative, amministrative – sono gestite dagli artisti della compagnia. Attualmente Pcm ha la propria dimora presso il Teatro Comunale di Avigliana (To), all’interno del progetto di residenza stanziale Teatro Abitato. Qui la compagnia crea i propri spettacoli e organizza durante l’anno un festival europeo di teatro contemporaneo, una stagione invernale, un campus estivo di alta formazione per attori. PCM distribuisce i propri spettacoli in Italia e all’estero, in lingua italiana e francese.
ottobre 02, 2014
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Juego y teoría del duende

Giardino delle Donne (Piazza Conte Rosso), Avigliana 19 Settembre 2014
 Cie. Oiseaux Migrants (Spagna/Francia)
JUEGO Y TEORIA DEL DUENDE – F.G. LORCA
di Dolores Lago Azqueta e Mario Tomás López
con Dolores Lago Azqueta
tecnica Mario Tomás López
PRODUZIONE OISEAUX MIGRANTS
Il Duende viene dalla terra, sale attraverso la pianta dei piedi. Penetra e ferisce. E per creare, l’artista deve battersi con lui. “Gioco e teoria del Duende” è una conferenza tenuta da Lorca nel 1934. Conferenza che, grazie alla sensibilità del poeta, diventa una vera e propria teoria sull’ Arte. Ci ricorda l’ importanza del legame alla terra e al sangue. L’artista deve tenersi in equilibrio tra la “cultura vecchissima” e la “creazione in atto” e là, aprirsi completamente, abbandonare la sua pratica, la sua conoscenza, e accogliere la morte per far sì che il Duende giunga e la sua arte sia viva. Il Duende è qualcosa di misterioso che fa lo spirito e la particolarità della Spagna. Ma si può ritrovare dappertutto e tutti sapranno riconoscere, ascoltando questo meraviglioso discorso, il luogo in cui nasce la vera sostanza dell’ Arte. La compagnia Oiseaux Migrants nasce nel 2008 per interrogare la realtà sociale e umana del migrante. La domanda è vasta e solo dopo tre anni si è imposto il desiderio di dare un corpo poetico alle differenti linee di pensiero tracciate. Il primo progetto artistico “3 secondi" è un monologo sull’esilio dei repubblicani spagnoli in Francia. In seguito le energie della compagnia si sono concentrate su un nuovo progetto: immergersi nell’opera di Federico García per trovarvi le radici di un’identità profondamente spagnola, lontana dal folclore ma vicina al popolare, nel senso più nobile del termine. Nasce così un ciclo che comprende l’allestimento di “Amor de Don Perlimplin con Belisa en su jardìn” e tre spettacoli, tre forme leggere create a partire da alcune conferenze che Lorca tenne nell’arco della sua vita: Gioco e teoria del Duende, Importanza storica e artistica del primitivo canto andaluso chiamato cante jondo, Poeta a Nueva York.
ottobre 02, 2014
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